Archivio | gennaio, 2011

Lettera aperta dai lavoratori Fiat Mirafiori agli studenti

7 gen

lunedì 3 gennaio 2011 Lettera aperta dai lavoratori Fiat Mirafiori agli studenti. Dai lavoratori Fiat Mirafiori,agli studenti e alle studentesse dell´Università e a tutto il mondo della formazione. Viviamo in un periodo in cui il ceto politico e la classe dominante, anche attraverso un uso cinico della crisi economica, stanno ulteriormente peggiorando le condizioni di vita, di studio e di lavoro di tutti i settori più deboli della società. Vorremmo farvi partecipi della nostra condizione. Noi operai della Fiat circa trent´anni fa ambivamo e sceglievamo di entrare a lavorare in fabbrica con la prospettiva di un, seppur basso ma sicuro, salario mensile che ci consentisse un futuro dignitoso per noi e per la nostra famiglia: questa piccola sicurezza ci ha concesso, nel tempo, di poterci permettere il consumo di beni materiali in cambio del nostro lavoro fisico. Alle prime autovetture comprate a rate, andava a sommarsi il mutuo della casa e magari la rata del prestito per sostenere lo studio dei nostri figli, per assicurargli, illudendoci, un futuro migliore del nostro. Per anni abbiamo continuato ad ingurgitare e defecare beni materiali, producendo humus che concimava la pianta del sistema capitalistico. In fabbrica parlavamo (e magari qualcuno stupidamente investiva) di azioni, di borsa, di bolle di mercato…ed intanto quotidianamente i lavoratori morivano sui luoghi di lavoro. Ora in fabbrica si usa come arma psicologica la cassa integrazione, in questo modo non guadagni, non spendi e quindi non sei nessuno, non esisti. Il sistema capitalistico vuole cancellare in un sol colpo il passato (i diritti e il reddito conquistati con lotte, con sacrifici e morte dai nostri padri) ed il futuro, cioè la possibilità di studio e di emancipazione per i nostri figli, in cambio di un presente sempre più improntato ad un consumismo immediato. Questa condizione, sempre peggiorata negli ultimi decenni, ci porta a pensare che non è più possibile lottare individualmente o settorialmente; ci porta a credere che sia sempre più necessario costruire dei percorsi di unità. Vogliamo essere uniti nelle lotte perché noi crediamo che così si possano migliorare le opportunità di chi studia e di chi lavora. Uniti, perché il mondo del lavoro e quello scolastico vivono già una condizione precaria e gli interventi attuali volgono al loro peggioramento. Uniti, perché gli studenti di oggi, domani entreranno in un mondo del lavoro precario e noi, come hanno fatto i nostri genitori, dobbiamo far si che la nostra lotta respinga i provvedimenti di chi vuole fare solo “cassa” sulle vite dei più deboli. Oggi studenti e operai insieme possono creare un ponte, dove il mondo della formazione e la classe operaia e lavoratrice si uniscano per proporre un dialogo e un´unità per respingere gli attacchi di una società in cui solo una piccola parte decide per tutti. Per noi è importante uscire dalla fabbrica. Siamo convinti che sia necessario che tutte le realtà che oggi sono colpite in modo trasversale dai governi e dalle classi dominanti, debbano trovare un primo momento di confronto, di conoscenza, di discussione che porti a rafforzare le lotte di tutti e a mettere in campo una forza adeguata per poter tornare a migliorare le nostre condizioni di vita. Per questo facciamo un appello per un´assemblea lavoratori-studenti, nei tempi più brevi possibili, da concordare insieme. Gli operai e le operaie della Fiat Mirafiori Aderiscono: lavoratori di Agile-ex Eutelia, di Comdata, lavoratori e precari della scuola, del settore delle telecomunicazioni, interinali e delle cooperative sociali)

Riapertura del Pollaio di Via Marzolo

6 gen

Riapre il Pollaio! Tutti a studiare!

 

Oggi 5 gennaio 2011, a quasi un anno di distanza dalla chiusura della parte di prefabbricato dove avevano sede Pollaio & Acquario, gli Studenti hanno riaperto la vecchia struttura.

Dopo il trasferimento al Paolotti molti degli accordi presi con l’Ateneo sono stati disattesi con la scusa del ricambio di alcune cariche ai vertici dell’Ateneo e che gli accordi presi con gli Studenti, per ingenuità ed eccessiva fiducia di quest’ultimi, non erano stati messi per iscritto.
Nel gruppo di Studenti impegnati a far proseguire questa decennale esperienza ha sempre prevalso l’idea di risolvere ogni questione per via diplomatica.
Dopo però un anno di promesse che fanno pensare al fatto che in futuro nulla possa cambiare in meglio presso l’aula Paolotti, dato che più volte è stata indicata come un progetto “slegato da quella che era l’esperienza Pollaio che è invece da ritenersi conclusa”, l’esasperazione sembra avere preso il sopravvento.

Tra gli Studenti interessati ha quindi raggiunto una schiacciante maggioranza l’idea che se i patti presi non valgono per l’Ateneo (e nessuno nell’Ateneo sembra intenzionato anche solo a ridiscuterli), allora non valgono nemmeno per gli Studenti e tutto l’accordo deve saltare.
Se ai Professori attualmente in carica ai Vertici dell’Ateneo non sembrano realizzabili i patti stipulati dai Loro predecessori, allora che si riparta da dove eravamo 4 anni fa.
“Uno ad uno palla al centro”: gli Studenti riaprono il Pollaio di Via Marzolo e se l’Ateneo vuole sfrattarli, lo faccia proponendo una soluzione alternativa alla sede di via Paolotti (a quanto pare inadeguata per vari motivi), proposta che poi andrà discussa con gli Studenti.

Gli Studenti sono stati molto pazienti finora e stanno pagando da un anno per un problema di cui avevano già trovato soluzione con i precedenti Vertici dell’Ateneo.

p.s.
Nella riapertura dei locali di Via Marzolo non è stata danneggiata nessuna struttura dell’Ateneo, sono stati riaperti dei locali abbandonati (anche se comunque riscaldati) e l’accesso alle aule è consentito solo a Studenti e al personale dell’Ateneo.

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