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Grande manifestazione degli studenti e dei ricercatori

30 set

Si è da poco conclusa la prima grande manifestazione di questo autunno. Quattro diversi cortei sono giunti davanti al Bo riempiendo l’intera piazza per dire il proprio no ai tagli e al ddl Gelmini, e il proprio sì all’università pubblica e ai finanziamenti alla ricerca.

Persone delle più svariate idee ed età si sono confrontate in una serie di interventi, concordando però tutte sulla necessità di tenere unita la protesta e non solo di difendersi dagli attacchi del governo, ma anche di richiedere un’università migliore, di qualità e accessibile da tutti e una ricerca libera e adatta allo sviluppo del nostro paese.

La nostra classe dirigente sembra essersi rassegnata a condurre l’Italia verso il terzo mondo, il mondo della conoscenza oggi ha detto il suo forte no.

Presto aggiungeremo delle foto, intanto vi ricordiamo il prossimo appuntamento della settimana che è l’assemblea del “Forum Formazone Bene Comune” domani (venerdì 1 ottobre) in piazza capitaniato alle ore 15.30

Grecia

17 dic

GREECE PROTESTSTorniamo dopo qualche giorno a parlare di Grecia, partendo dagli appelli che gli studenti di atene hanno rivolto a noi e a tutti i ragazzi europei.

Infatti sull’acropoli è apparso uno striscione che invita tutta Europa a scendere in piazza domani. Ma non c’è solo questo, dal politecnico di Atene arriva un altro appello per il 20 dicembre. Manifestazione europea contro la violenza di stato, nell’appello (che potete trovare qui) si citano Carlo Giuliani, i ragazzi delle banlieues francesi e Alexandros Grigoropoulos.

Secondo questo articolo di PeaceReporter le motivazioni della protesta riguardano soprattutto il malessere diffuso per una classe dirigente incapace e corrotta, che non ha saputo investire sul futuro, e che negli ultimi anni ha scaricato sulle generazioni più giovani le difficoltà sociali. Malessere che è diventato protesta quando la crisi mondiale ha toccato il paese.

Non vi ricorda niente tutto ciò? Come ho già detto la Grecia era la nostra compagna di sventure (debito pubblico, investimenti in ricerca, diritti civili….).

Appello della Sapienza per lo sciopero del 12 dicembre

4 dic

Alle lavoratrici e ai lavoratori, agli studenti medi, ai precari, ai
migranti, ai movimenti di lotta per l’abitare e in difesa dei beni
comuni, ai sindacati che promuovono lo sciopero
L’appello che vi rivolgiamo parla di una sfida che non riguarda
solo noi, ma riguarda tutte e tutti. Il 12 dicembre ci attende una
giornata di grande importanza il cui esito potrà segnare gli equilibri
politici e sociali di questo paese: lo sciopero generale in primo luogo
indetto dalla Fiom e dalla Cgil funzione pubblica, poi dalla Cgil
tutta, infine dai sindacati di base (Cobas, Sdl, Cub), sarà una grande
occasione di conflitto per chi non vuole subire l’arroganza di questo
governo e per chi non vuole pagare sulla propria pelle la crisi di
sistema che investe l’economia globale. L’indizione di questo sciopero
generale è anche il frutto, vale la pena ricordarlo, della grande
potenza dell’Onda, del movimento che da inizio settembre ha visto
milioni di persone, tra studenti, insegnanti, ricercatori, docenti,
bambini, mobilitarsi contro la definitiva dismissione della scuola e
dell’università pubbliche. È stata proprio l’Onda, infatti, ad imporre
una discontinuità politica e sociale nel paese: laddove tutto sembrava
sconfitto con la tornata elettorale di aprile, una nuova generazione ha
imposto dal basso una battuta d’arresto nella macchina di consenso del
Governo. Attraverso lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo” gli
studenti hanno lanciato un segnale a tutti i soggetti sociali che nel
mondo del lavoro e nelle esistenze concrete stanno subendo le ricadute
di una dinamica recessiva di portata epocale. Il “Noi” dello slogan non
è corporativo e non parla solo degli studenti: “Noi” sono tutti coloro
che la crisi non l’hanno prodotta e che dunque non intendono pagarla.
Che la paghino le imprese e le banche, questo il sottotesto dello
slogan! Non siamo disposti a pagare questa crisi né possiamo accettare
le scarne proposte del Governo, contenute nel pacchetto anti-crisi.

La potenza dell’Onda è stata capace, dunque, di parlare alla
società tutta e di trasformare tanto lo sciopero generale dei sindacati
di base del 17 ottobre, quanto lo sciopero generale della scuola del 30
ottobre, in qualcosa di straordinario e di diverso dalle cose di
sempre. Proprio l’autonomia del movimento studentesco ha reso possibile
un’estensione senza pari delle mobilitazioni e una grande radicalità
nei contenuti e nelle pratiche di lotta. Il 14 novembre, poi, rimarrà
senz’altro nella memoria di tutti, come una delle più grandi
manifestazioni di piazza auto-organizzata dagli studenti universitari e
medi: più di 300.000 persone, infatti, hanno assediato Montecitorio e
Palazzo Chigi, mettendo in scena materialmente l’isolamento sociale
oltre che politico del Governo e della maggioranza.

A partire da queste considerazioni vorremmo dire alcune cose
importanti in merito alla giornata del 12, giornata in cui pensiamo che
lo sciopero generale debba quanto più possibile essere generalizzato
dall’Onda e non solo. La premessa è che sarebbe stato auspicabile un
corteo unitario di tutte le forze sindacali, ma conosciamo bene le
differenze anche radicali delle piattaforme e non riteniamo che queste
differenze possano essere ridotte a questioni di poco conto.

Per stringere davvero ed in maniera efficace una forte alleanza
sociale non possiamo accontentarci semplicemente di scendere in piazza
nella stessa giornata. Dobbiamo trovare una convergenza su alcuni
contenuti che oggi appaiono decisivi e sui quali vogliamo assolutamente
vincere, mantenendo sempre le proprie specificità, differenze e le
proprie piattaforme di lotta, ma estraendo da queste delle
rivendicazioni comuni a partire da quattro temi fondamentali: Scuola,
Università, Precarietà e difesa dei territori e dei beni comuni. Per
quanto riguarda noi, ci teniamo a mettere in chiaro gli elementi
rivendicativi che più ci hanno caratterizzato e che in particolare ci
caratterizzano in vista del 12. In primo luogo il rifiuto netto della
legge 133, della legge 169 e del Dl 180 in via di approvazione, Dl che
non cambia di nulla l’esigenza e la necessità di lottare contro il
Governo e in particolare contro la Ministra Gelmini e di ribadire il
nostro sforzo nel senso dell’autoriforma dell’università. In secondo
luogo è per noi fondamentale ribadire la nostra ostilità nei confronti
delle leggi bipartisan che hanno consentito in questi anni il processo
di precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu, alla legge 30. A
maggior ragione vale la pena ribadirlo laddove, a partire dal mese di
gennaio, 400.000 precari non saranno riassunti. Precari e lavoratori
per cui deve essere assolutamente garantito e tutelato il diritto di
sciopero. In terzo luogo riteniamo decisivo estendere ed allargare la
battaglia per un nuovo welfare che parli di reddito diretto e indiretto
(casa, servizi, cultura, diritto alla studio) per studenti, disoccupati
e precari, nonché di salario minimo intercategoriale per tutti i
lavoratori e lavoratrici. Infine il rifiuto delle privatizzazioni della
sapere e della ricerca, e della devastazione ambientale e dei
territori, al fine di difendere la totalità dei beni comuni. Vogliamo
più finanziamenti all’università e scuola, che allo stato attuale sono
indirizzati alla costruzione delle grandi opere pubbliche e alle spese
militari. Su questi punti vorremmo, in questi giorni che ci separano
dal 12, avviare una discussione proficua e non pregiudiziale.

Per quanto riguarda il 12, invece, pensiamo che sia naturale per
l’Onda mantenere lo stesso stile assunto durante i precedenti scioperi
generali: un corteo autonomo che sappia però interloquire con tutti i
lavoratori e attraversare, materialmente e non solo simbolicamente, le
manifestazioni sindacali. Questo non toglie che è nostro interesse
parlare con quei tanti lavoratori che pur essendo iscritti alla Cgil
vedono nell’Onda e nella sue rivendicazioni un’opportunità di
cambiamento radicale valido per tutti. Oltre a parlare con i lavoratori
è nostro interesse, però, attraversare la città e paralizzarne il
traffico, così come abbiamo fatto in questi mesi, generalizzando tanto
lo sciopero del 17, quanto quello del 30 ottobre. Invitiamo inoltre,
tutti i movimenti cittadini e regionali, dai movimenti per l’abitare a
quelli a difesa dei beni comuni, le reti migranti, i lavoratori
precari, le esperienze dell’autogestione, tutti coloro che guardano con
favore alla novità dell’Onda e che non sempre sono rappresentati dalle
compagini sindacali, a convergere in piazzale Aldo Moro* e muoversi in
corteo con noi.

Con la convinzione che l’Onda diventerà ancora una mareggiata

Generalizziamo lo sciopero del 12 dicembre!

Sapienza in mobilitazione

*Per noi Padovani il ritrovo e venerdi’ 12 alle 8.30 presso piazzale della stazione. Ci sara’ un trasporto gratuito verso Mestre dove si terra’ la manifestazione.

Nuovi appuntamenti

3 dic

E’ stata indetta un’assemblea d’ateneo Mercoledi’ 10 alle 16.30 nel cortile del Bo in vista dello sciopero generale del 12 dicembre.

La manifestazione per lo sciopero generale indetto dalla CGIL si terra’ venerdi’ 12 a Mestre. Sono previsti dei trasporti gratuiti, vi terremo aggiornati sulle modalita’ di partecipazione.

Vi ricordiamo inoltre che martedi’ 9 presso il centro culturale S. Gaetano (via Altinate, n.72) alle 17.30 avra’ inizio “Incontro con la Biologia”. L’evento si inserisce nel ciclo di conferenze “la scienza in vetrina “, ma e’ molto di piu’! Sono previste molte conferenze e attivita’ di ludoscienza per avvicinare bambini e non al mondo della biologia e per capire che cosa e’ la scienza. Inoltre ci saranno attivita’ di orientamento per gli studenti delle superiori e una mostra che illustrera’ le attivita’ di ricerca che si svolgono a Padova.

Il programma:

17.00 Presentazione del progetto – Prof. Mariano Beltramini
17.15 Evoluzione del comportamento animale – Prof. Andrea Pilastro
18.00 Biodiversita’ e Conservazione – Prof.ssa Maria Berica Rasotto
18.45 Il progetto genoma umano – Prof. Gerolamo Lanfranchi
19.30 Ruolo delle mutazioni nella biodiversità – Prof. Lucia Celotti
20.15 Tavola rotonda: Perché protestiamo? (moderatore Prof. Beltramini)
21.00 La genetica molecolare nello studio delle problematiche forensi – Prof. Rodolfo Costa
21.45 Biotecnologie e progresso scientifico – Prof. Piero Benedetti

primo intervento assemblea nazionale

21 nov

Riporto il primo intervento dell’assemblea nazionale (Roma 15 novembre)

Ritorno

5 nov

Torniamo dopo qualche giorno di pausa. Ci scusiamo ma tra problemi tecnici e l’organizzazione delle lezioni in piazza le energie di scienze sono state molto occupate.

Riassumiamo quanto e’ accaduto negli ultimi giorni.

Lezioni in piazza

Lunedi’ davanti al Bo sono iniziate le lezioni in piazza, nonostante il tempo un po’ incerto molta gente si e’ fermata ad ascoltare lezioni di matematica, chimica e biologia. Abbiamo raccolto molta solidarieta’ dai padovani e informato i cittadini dei motivi della nostra protesta. Quel che pare chiaro e’ che sono in molti a non sapere le cause della mobilitazione universitaria, per cui la spiegazione del problema dei tagli e del turno over bloccato resta fondamentale per la protesta.

Oggi le lezioni si terranno alla Gran Guardia (palazzo con la scalinata in piazza dei Signori), nei prossimi giorni proseguira’ secondo la tabella pubblicata qualche post piu’ sotto.

Critical mass

E’ da poco partita la critical mass in bicicletta, circa 400 biciclette si stanno muovendo per le strade di padova suonando campanelle e trombette!

Manifestazione

Giovedi’ alle 9.00 manifestazione contro la legge 133, partenza e concentramento davanti alla stazione e arrivo alla fiera. Qui altre informazioni

La manifestazione e’ nata per contestare l’arrivo della Gelmini, pare pero’ che non verra’, anche se le notizie sono contrastanti. In ogni caso non facciamoci trovare impreparati!

Vi aggiorneremo piu’ tardi su altre notizie, considerato che oggi il Presidente Napolitano e’ in visita alla citta’.

Aggiornamento su Napolitano

Ai ricercatori e dottorandi di Padova che protestano Napolitano ha detto “Per quello che posso fare per voi, senza andare aldilà dei miei poteri, ce la metterò tutta”. Qui l’aticolo completo di Repubblica

Una buona e una cattiva notizia.

2 nov

Il governo italiano ha deciso di congelare l’iter per la presentazione della riforma dell’università. Il motivo ufficiale? Un’ammissione di impopolarità e timore (“Non si può insistere subito sullo stesso punto” dichiara il Presidente del Consiglio, “è inutile far unire anche gli universitari alla protesta della scuola”, conferma il Ministro delle Riforme).

Sarebbe da considerare una piccola conquista: si sono finalmente accorti che esistiamo, hanno paura e smontano da soli uno dei principali argomenti usati a detrazione della mobilitazione studentesca di queste settimane cioè l’idea che la protesta sia fine a se stessa, che si manifesti contro la legge 133 come si potrebbe fare per la carta igienica rosa nei bagni.

Contemporaneamente però ingenti e, per quanto possibile, silenziose operazioni di polizia sono state avviate allo scopo di denunciare non solo gli occupanti dei licei e degli atenei ma anche gli organizzatori di manifestazioni non autorizzate o che si sono discostate appena dai tracciati previsti.

Persino la pacifica e pacata Padova non è affatto esente (cfr. Scuola, offensiva delle questure. Denunce per cortei e occupanti) da queste operazioni che hanno il risultato di costringere gli studenti (che oltre ad occuparsi del futuro dei loro studi vorrebbero anche riuscire a studiare, come forse il sostantivo non sottolinea abbastanza) a occuparsi di complicate questioni legali o burocratiche. E’ chiaro quanto ciò possa essere sconfortante e degradante per chi vuole semplicemente essere preso in considerazione e manifestare nel modo più semplice il suo dissenso verso una legge che di razionale ha solo il numero. Insomma, è possibile che alcuni di noi si troveranno ad essere processati in direttissima per volontà di una manica di prescritti che hanno compiuto reati oggettivamente gravi e compiuti in mala fede.

La connessione tra queste due scelte di governo rivela una politica tutt’altro che volta all’ascolto e improntata sul famoso principio immortalato dai romani (denotando così anche scarsa fantasia di metodo) del “divide et impera”: da una parte evitano di far incazzare anche i “moderati” mostrando loro un’espressione dialogica senza però offrire nessuna garanzia, dall’altra cercano di accrescere il disagio, quindi la rabbia, dei più coinvolti nella protesta, che hanno manifestato sempre nel modo più pacifico e nonviolento possibile (e questo li mette molto in crisi).

L’unica risposta che possiamo dare è restare uniti nonostante le divergenze, mostrare massima solidarietà nei confronti delle persone colpite da questa politica subdola e scorretta e continuare fermamente a proporre un’istruzione di qualità, e un confronto e un’analisi SERIA della situazione da parte del governo. Vuoi vedere che prima o poi lo capiscono che siamo più intelligenti, più onesti e abbiamo anche più buon gusto di loro?


(Daniele Turchetti)

Avviso:

Lunedì 3 novembre alle 15:00 si riunisce nel cortile nuovo di palazzo del Bo l’assemblea interfacoltà. Si farà il punto sulla situazione attuale per informare tutti con chiarezza e verranno fatte proposte sulle linee d’azione che la mobilitazione studentesca a Padova seguirà nelle prossime settimane.

Lunedì alle 15:00 tutti al Bo! Diffondete la notizia.

Nuove rubriche

1 nov

Poiché il finesettimana è un momento di pausa per la protesta studentesca (molti sono infatti gli studenti fuorisede nelle università italiane), approfitteremo di questi due giorni per due rubriche. Una, pensieri in fuga, con l’opinione e il riassunto delle notizie più importanti della settimana a firma di uno dei nostri collaboratori, l’altra umoristica, con filmati e vignette (non abbiamo ancora un nome, potete suggerircelo voi nei commenti).

Cominciamo con l’opinione (domani l’umorismo!)

Il ’68 e noi


Dopo l’aggressione fascista di mercoledì scorso ho già introdotto questo argomento, sollevando alcune critiche e qualche discussione. Innanzitutto è bene precisare la verità che sta emergendo sul pestaggio. Infatti nonostante il governo dia la colpa ai centri sociali di sinistra le foto raccontano un’altra storia.

Potete trovare la versione corretta dei fatti un po’ ovunque: repubblica.it, anellidifumo (che fa un ottimo riassunto di quanto accaduto, con prove e controprove), addirittura c’è un filmato di anno zero in cui uno dei fascisti chiama per nome un poliziotto.

Dopotutto come si può credere che persone venute a una manifestazione con caschi e con spranghe addobbate col tricolore siano state vittime di un attacco improvviso dei comunisti? Mistero.

A questo punto, comprovato che il governo sta muovendo i suoi amici fascisti per colpire il movimento, dobbiamo chiederci che cosa fare.

Io credo che la cosa migliore sia mantenere la calma ed evitare reazioni violente. Abbiamo tutti il diritto all’autodifesa, per cui il mio non è in alcun modo un giudizio su chi ha reagito all’attacco lanciando quel che trovava. Io stesso non vi so dire come mi sarei comportato in quella situazione.

Quello che voglio dire è che non dobbiamo raccogliere il loro invito allo scontro, dobbiamo proseguire pacificamente come abbiamo fatto finora, smascherando i bugiardi, facendo emergere la verità.

Come ho già detto questo non è il ’68, non lo è perché la situazione è completamente diversa. Non è un fenomeno globale, non siamo una generazione con la speranza di avere sempre più dalla vita. La classe dirigente che oggi ci giudica ha vissuto quegli anni, da una parte o dall’altra. Vorrebbero ricondurci a loro, alla loro storia, al loro vissuto. Ma non dobbiamo permetterglielo, non lasciamo che introducano nella nostra protesta i loro termini, le loro regole.

Il ’68 è stato un momento importante della storia occidentale, come tutte le rivoluzioni ha portato cambiamenti fondamentali, ma con costi enormi. Sono stati fatti degli sbagli da quella generazione, uno di questi è stato sottovalutare la violenza che cresceva nel movimento. Io sento, e auspico, che non cadremo nella stessa rete, quella di Cossiga, che ci manterremo onesti ed integri. Il governo non può continuare il pestaggio fascista se noi non rispondiamo, perché la verità emergerebbe limpida, e questa falsa democrazia si svelerebbe per quel che è.

Se invece cadessimo nella rete della violenza, saremmo messi tutti alla pari, una gran parte del movimento se ne andrebbe impaurita. Poco dopo lo stesso metodo Cossiga imporrebbe una escalation di violenza, a quel punto il governo legittimato dal problema sicurezza e ordine pubblico sarebbe libero di imporre qualsiasi provvedimento a questo paese.

Ad ogni modo questa loro reazione significa che stiamo vincendo, e ricordiamoci che non dovrebbero essere i popoli ad aver paura dei governi, ma i governi ad aver paura dei popoli.

(Stefano Pozza)

Vi segnaliamo per concludere il nuovo aggregatore di blog no133.org, qui troverete le notizie dai blog sulla protesta di tutta Italia

Inoltre leggete questo articolo di Curzio Maltese sull’Università di Padova, i baronati e l’inventore di google.

Curzio! Se sei passato per matematica potevi anche venirci a trovare al presidio!

Ultime notizie sulla mobilitazione

28 ott

Ecco le attività previste a Padova questa settimana (ce ne sono sicuramente altre, fatecele sapere semmai)

  • Stasera: psicologia aperta, alla psicofia notte bianca. Dalle 20 alle 22 – Proiezione del documentario “  Il Tribunale Foucault ” , con introduzione di Gian Piero Turchi, docente ordinario della facoltà di Psicologia di Padova. Dalle 22:30 : Università aperta alla socialità: – spettacolo teatrali – proiezione di film – live set con : Taranta Spritz, TDS, Sheinadance e Magma flux – dj set: Bom Chilom
  • Mercoledì funerale dell’università. Partenza dal Bo alle 17.30, portate candele e vestitevi a lutto!
  • Giovedì manifestazione con i medi. ore 9.30 prato della valle manifestazione congiunta tra università e scuole superiori
  • Lezioni in piazza: questa settimana e la prossima le facoltà di lettere, medicina, ingegneria e scienze organizzano lezioni in piazza! Lettere ha già cominciato, da domani medicina e ingegneria saranno davanti al Bo, da venerdì si aggiungerà scienze.

Aula studio all’aperto di lettere

27 ott

Il gruppo LOGOS della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova continua la propria mobilitazione.

A fronte del successo riscosso presso la cittadinanza, diverrà un appuntamento quotidiano l’iniziativa dello scorso sabato mattina 25 ottobre, che ha visto un folto gruppo di studenti e dottorandi della facoltà di Lettere studiare in silenzio prima sulle scale della Gran Guardia e poi sul “Listòn” di fronte a Palazzo Moroni.

La “aula studio all’aperto” ha come motto “E’ proprio chi studia che protesta”.

Questa protesta silenziosa, volta a sensibilizzare i cittadini, diverrà un punto d’incontro fisso per tutti gli studenti che vogliano partecipare. Avrà luogo tutti i giorni della prossima settimana sulle scale della Gran Guardia, dalle ore 11:00 alle ore 12:00.

Martedì 28 ottobre, alle ore 17:30 si terrà in Piazzetta Garzeria 3 (di fronte al Supermercato Pam in centro storico) un incontro per coinvolgere la cittadinanza sul tema dei tagli all’Università pubblica. Studenti e dottorandi risponderanno alle domande dei cittadini e racconteranno, attraverso il proprio personale percorso, le proprie aspettative e difficoltà. In particolare, l’intento è quello di fornire risposta al quesito “Perché mobilitarsi?”.

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