Morti bianche

23 Nov

Dal corriere.it

«Strutture pubbliche fatiscenti».
Il premier: «No, poteva accadere anche in un’abitazione»

Rivoli, studenti e genitori in piazza
Ma Berlusconi: «E’ stata una fatalità»

Presidio nel centro di Torino per dire no alla riduzione degli stanziamenti per la sicurezza negli istituti

RIVOLI (Torino) – Un morto e una ventina di feriti sono un bilancio non accettabile per quella che doveva essere una normale giornata di lezione a scuola, in un istituto neppure troppo fatiscente dove tuttavia è stato possibile che un tubo di ghisa di uno scarico inutilizzato dagli anni Ottanta finisse dimenticato in un’intercapedine del soffitto. Rivelandosi alla fine fatale. Anche per questo genitori e studenti dei ragazzi che frequentano il liceo scientifico «Darwin» di Rivoli, dove sabato si è verificato l’incidente costato la vita al 17enne Vito Scafidi, hanno deciso di manifestare pubblicamente il loro dissenso. Lo faranno oggi con un presidio nel cuore di Torino, a cui parteciperanno anche famiglie e studenti di altri istituti del capoluogo piemontese e della provincia. Un momento di raccoglimento e al tempo stesso di rabbia. Ma sulla vicenda è intervenuto dall’Abruzzo, dove si trova per la campagna elettorale locale, anche il premier Silvio Berlusconi, che ha preferito puntare sulla solidarietà alla famiglia: «Ieri c’è stata una fatalità drammatica. Ci uniamo da padri al dolore di questo papà». Il presidente del Consiglio ha ricordato come la responsabilità della manutenzione degli istituti spetti alle Province, ma ha preferito minimizzare sulle cause della tragedia: «Poteva succedere anche in una abitazione, non c’erano indizi di pericolosità. Nessuno aveva denunciato ipotesi di pericolo».

«SITUAZIONE DA TERZO MONDO» – «Di fronte ad una tragedia come quella del liceo di Rivoli, bisognerebbe mobilitarsi tutti senza distinzioni politiche ed ideologiche». Lo dichiara il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale « la scuola non può essere un luogo di morte e di dolore.Dovrebbe essere il luogo della vita e della crescita civile e culturale di un paese». «Il sindacato ha più volte denunciato la situazione fatiscente degli edifici scolastici nel nostro paese. È una situazione da terzo mondo che riguarda nord, centro e sud senza distinzioni. Ci sono omissioni e responsabilità gravi degli organi di controllo, degli enti locali e delle istituzioni nazionali», accusa Bonanni in una nota e aggiunge: «da una parte c’è un discorso surreale di tagli alla scuola, e dall’altro su questo tema c’e una contrapposizione politica ed ideologica spesso strumentale ed esasperata. Invece sulla scuola c’è bisogno di unità di intenti e di responsabilità collettive. La scuola deve diventare il primo problema nazionale. I cittadini vogliono risposte concrete su questo tema. Non bastano le promesse e non servono le polemiche inutili». Ora, conclude Bonanni, «bisogna impegnarsi subito (governo, enti locali, sindacati) per evitare che accadano altri tragici episodi come quelli di Rivoli. Mettiamoci tutti intorno ad un tavolo e torniamo alla cooperazione, altrimenti a pagare saranno i giovani e le loro famiglie, come è accaduto purtroppo in quel liceo di Rivoli».

IL PRESIDIO –
La manifestazione di genitori e studenti comincerà nel pomeriggio davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università. Il Cogen (coordinamento genitori nidi materne elementari medie di Torino), in una nota, si unisce al dolore delle famiglie ed esprime «indignazione per un fatto di tanta gravità», aggiungendo che «i continui tagli alla scuola, oltre a distruggere la qualità degli insegnamenti, non garantiscono neppure la sicurezza di studenti e lavoratori». Un comitato di studenti, nell’annunciare il presidio, si richiama a una dichiarazione del ministro Gelmini («tragedia incomprensibile») per affermare che «anni di tagli da parte di governi di tutti i colori hanno contribuito all’abbandono e alla fatiscenza delle strutture pubbliche». «Non vogliamo strumentalizzare l’accaduto – dice Federico Depetris, responsabile provinciale di Blocco Studentesco ed ex studente del “Darwin” – ma negli studenti c’è molta, molta rabbia».

MOBILITAZIONE NAZIONALE – Intanto, dopo la morte di Vito Scafidi, la vicenda assume una dimensione nazionale, tanto è emblematico il fatto che uno studente possa morire sui banchi di scuola a causa di una carenza strutturale. Martedì saranno diecimila gli istituti che parteciperanno alla VI Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, promossa da Cittadinanzattiva: attivitá, eventi, manifestazioni in tutta Italia per promuovere la cultura della sicurezza e della salute tra i più giovani e richiamare l’attenzione delle istituzioni. Nel corso della giornata è previsto un evento nazionale che si svolgerá a Roma, presso l’Istituto tecnico industriale Galilei, dalle 9 alle 13: 120 studenti di scuole secondarie della cittá realizzeranno graffiti e pannelli artistici sul tema della sicurezza a scuola, declinata in tutti i suoi aspetti: sicurezza strutturale, prevenzione e lotta ai comportamenti violenti e al bullismo, prevenzione dall’uso di droghe e fumo, corretto utilizzo delle nuove tecnologie.

23 novembre 2008

Alcuni commenti all’articolo

Abbiamo riportato questo articolo perchè era quello che dava maggiori informazioni al momento della pubblicazione del post. E’ stato giustamente fatto notare che il Corriere dà spazio e pubblicità ad un aderente al blocco studentesco. Non è nostra pratica censurare articoli quindi aggiungiamo che, da parte nostra, riteniamo sbagliato riportare come opinione del movimento studentesco quella di un appartenente ad un’organizzazione che per i suoi gravissimi comportamenti si è esclusa (ed è stata esclusa) dall’onda.

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3 Risposte to “Morti bianche”

  1. silvia novembre 23, 2008 a 5:48 pm #

    Piena solidarietà alla famiglia e a chi si sta muovendo, sperando di riuscire a trasformare il dolore in rabbia costruttiva… Non capisco però la parte dell’articolo intitolata “il presidio”: alla fine cita le dichiarazioni di depretis (la minuscola è voluta), e le mette in relazione al presidio organizzato dal coogen http://www.coogen.org/ . Ora, depretis è un appartenente al blocco studentesco, il loro modo di “partecipare” lo conosciamo benissimo, e la sua dichiarazione posta li mi sembra quantomeno imbarazzante per il corriere. Ma perchè certi giornalisti non cambiano mestiere? Propongo di non riportare le dichiarazioni dei neo-fascisti. Intendo proprio come linea generale: ignoriamo le loro parole.
    (tantopiù su un tema così delicato, dovrebbero solo che stare zitti!)
    Che ne dite?
    Silvia

    p.s.:che belli i video di Roma..ci vediamo presto.

  2. silvia novembre 23, 2008 a 6:40 pm #

    ..a proposito di quell’articolo e dei fasci che vengono spacciati come parte del movimento, vi mando un altro link..
    http://piemonte.indymedia.org/article/3489
    ..vabbè che anche li sono solo opinioni…
    ciao!

  3. Giovanni novembre 24, 2008 a 3:52 pm #

    d’accordo nel non riportare parole pronunciate da persone che non dovrebbero esistere.
    Tecnicamente poi non sarebbe “tagliare”.

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