Archivio | febbraio, 2011

La commissione statuto – Presidio dei Tecnici Amministrativi

5 Feb

La riforma Gelmini (Legge 240/2010) ci obbliga a riscrivere gli statuti dell’Università e a farlo tramite il lavoro di una commissione formata da 15 persone. Lo statuto è il documento fondamentale dell’università, che esprime le finalità e la funzione, oltre che il funzionamento, della complessa macchina dell’ateneo.

A Padova la commissione che riscriverà lo statuto sarà composta dal Rettore, Giuseppe Zaccaria, che ha già provveduto a nominare in CdA 6 dei componenti (e si appresta a nominarne altri 6 lunedì in Senato Accademico) tra i quali delle persone imbarazzanti, come l’ex rettore Vincenzo Milanesi, di cui Zaccaria è il braccio destro, o la dirigente superpagata Emanuela Ometto in rappresentanza dei tecnici amministrativi, posta in un ruolo chiave in quanto fedelissima del rettore. Abbiamo poi la ricercatrice universitaria Chiara Marzano, che nessuno conosce e che non ha nessuna di quelle competenze giuridico-amministrative che il rettore ha auspicato, Gilberto Muraro (altro ex rettore), Chiara Cacciavillani (ordinario di diritto amministrativo al Bo’) e Maurizio Mistri (prof. associato di economia a Scienze Politiche).

Lunedì alle 15.00 il Senato Accademico si appresta ad eleggere le altre 6 componenti della commissione.

Le modalità assolutamente non democratiche con cui ordinari e associati hanno nominato i rappresentanti delle altre categorie dell’Ateneo hanno indignato Ricercatori e Tecnici Amministrativi.

Per questo l’assemblea dei Tecnici Amministrativi ha indetto per lunedì alle ore 13.30 un presidio al Bo per chiedere

1 – che i membri della commissione vengano scelti in maniera elettiva
2 – che il lavoro della commissione sia pubblico ed il più trasparente possibile aprendolo ad un’assemblea pubblica.
3 – Che lo statuto una volta fatto, prima di essere approvato dal senato, venga sottoposto a referendum a suffragio universale. (questo punto è stato proposto da noi studenti)
Vi chiedo massima partecipazione, è il momento di cercare di unire le lotte non solo con i ricercatori ma anche con tutte le altre parti deboli dell’ateneo: dai lavoratori ai precari.

 

Annunci