Chi siamo?

Il blog è gestito da studenti dell’università di Padova sia indipendenti che facenti parte di organizzazioni studentesche locali. Siamo nati dalla bellissima esperienza dell’onda, ma in questi due anni abbiamo maturato nuove idee e capacità, speranzosi di poter rimediare ai limiti che quella mobilitazione ebbe, mantenendone però i pregi.

Questo blog non è che un frammento di tutto quello che sta accadendo in Italia dopo l’approvazione della legge 133 e ora del ddl Gelmini. Il nostro intento è quello di cercare di dare tutte le notizie interessanti provenienti da Padova e dall’Italia e tutte le novità sulla mobilitazione della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali.

Oggi possiamo affincare la nostra protesta a quella dei ricercatori, consci che saranno le parti più deboli di questa università a cambiarla e migliorarla.

Per contattarci: cervellinfuga@gmail.com

La redazione:

Amministratore: Stefano Pozza

Collaboratori: Marco Canova, Andrea Bertazzo, Gianluca Pozza, Matteo Vallar, Leone Cimetta

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23 Risposte to “Chi siamo?”

  1. Franco ottobre 22, 2008 a 9:51 pm #

    Sono un genitore di 2 bambini piccoli, 2° elementare ed asilo…
    capitando per caso sul vostro sito, vorrei ringraziarvi per la vostra lotta, il vostro coraggio ed impegno a favore della scuola e della università.
    spero che riusciate a mantenerle libere e ad arricchirle.
    Abbiamo bisogno di voi.
    Grazie
    Franco

  2. cervellinfuga ottobre 22, 2008 a 10:21 pm #

    Grazie Franco, noi studenti stiamo cercando di fare, di attivarci, convinti che quello che facciamo servirà a noi, ma servirà soprattutto ai figli che stai crescendo e che noi cresceremo.

    Personalmente continuo a sperare che un’Italia diversa, un’Italia che dia valore alla cultura, alla scienza, alla libertà di espressione possa esistere. E sono convinto che le persone come noi potranno costruirla insieme. Questo è solo il primo passo.
    Ancora grazie
    Stefano

  3. Diana ottobre 23, 2008 a 9:19 pm #

    ciao, sono una studentessa di Biologia molecolare, attualmente all’estero. Anche se non sono presente in Italia, vi appoggio!!! Il 16 ottobre è uscito un articolo su Nature nel quale si parla della situazione italiana. Cito solo questa ultima frase dell’articolo:”The [Italian] government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present.”

  4. Davide ottobre 24, 2008 a 9:57 am #

    Ciao a tutti
    Sono Davide, ho studiato biotecnologie a Padova e, mosso tra le altre cose dalla mancanza di concrete alternative in Italia, qualche anno fa ho iniziato il mio dottorato in Germania.
    Il mio futuro lavorativo per ora non contempla l’Italia e se e quando la includerò, sarà anche per gli sforzi che state compiendo voi ora!!! Grazie ragazzi, sono con voi!!!

    Vi allego un link ad un articolo molto interessante sulle modalità di sovvenzione per la ricerca in Italia pubblicato su una rivista europea dedicata ai laboratori, la rivista è stampata in Germania (Lab Times):
    http://www.labtimes.org/labtimes/issues/lt2008/lt05/lt_2008_05_18_21.pdf

    La copertina del numero di Settembre (5/2008) non lascia spazio ad immaginazione: http://www.labtimes.org/labtimes/currentissue/index.html

    Così ci vedono all’estero!

  5. Ester ottobre 24, 2008 a 1:23 pm #

    ciao a tutti!
    Sono Ester, ho studiato fisica a Padova e da un anno sono in Belgio per il dottorato. Mi dispiace tantissimo di non essere li` con voi, quello che state facendo e` bellissimo! Vi seguo da lontano e vi do tutto il mio sostegno, per quanto possa servire.
    Spero che tutto quello che state facendo riesca a far risorgere l’universita`, e non solo, italiana, che ve l’assicuro nessun posto e` come l’Italia!
    Ester

  6. alessandro ottobre 24, 2008 a 1:55 pm #

    Ciao

    sono alessandro, laureando alla triennale di scienze della comunicazione. Mi farebbe molto piacere se riusciste a creare un qualcosa di coordinato tra le varie facoltà anche solamente a livello informativo (assemblee, incontri, cortei, dibattiti) e nel caso mi piacerebbe partecipare. Più che altro vorrei che le iniziative di questi giorni restassero corali e anzi si allargassero al corpo docente, evitando che i soliti noti a padova cavalchino la protesta.

    P.S. oggi alle 17 c’è un’iniziativa di protesta contro la 133 di un gruppo di genitori in piazza dei Signori

  7. Francesco ottobre 24, 2008 a 4:07 pm #

    ciao ragazzi

    sono Francesco da Medicina e volevo sapere se eravate d’accordo nell’organizzare assieme giornate di lezioni in piazza. Mi hanno detto che forse siete voi gli organizzatori di quelle di tre anni fa per le riforma Moratti. Noi lunedì andremo in questura a chiedere i ‘permessi’ per le prossime settimane.
    Se poi si riuniranno altre facoltà sarà bellissimo, intanto cominciamo noi?!

    A presto
    Francesco

  8. alessandro ottobre 24, 2008 a 4:42 pm #

    Altro aggiornamento, consultate il sito di lettere perchè domani si trovano i gruppi di lavoro in vista delle iniziative della prossima settimana

    http://www.lettere.unipd.it/

  9. Germano ottobre 24, 2008 a 5:59 pm #

    Ciao!
    sono Germano, e frequento Statistica a Padova… A mio modo di vedere la situazione non la sblocchiamo andando in piazza a fare lezione o in riviera a manifestare… Per fare davvero paura ci vorrebbero azioni coordinate tra gli studenti di più università (es. bloccare le stazioni ferroviarie una mattinata o qualcosa di simile). Si sta pensando a qualcosa di simile?

  10. alessandro ottobre 24, 2008 a 6:53 pm #

    Giusto per farlo sapere, domani dalle 10 alle 13 al liviano si riuniscono i gruppi di lavoro che dovranno mettere in piedi tutte le attività previste per la prossima settimana

  11. nicola ottobre 24, 2008 a 11:40 pm #

    Ciao a tutti.
    Sono uno studente della specialistica di scienze della comunicazione. Volevo darvi il mio appoggio, perchè credo fortemente che sia importante sviluppare la discussione anche nel web. Domani purtroppo a lettere non ci potrò essere causa lavoro, ma mi farò tenere informato per dare una mano.
    Cerchiamo di coordinare le iniziative tra le diverse facoltà. è l’unico modo per essere veramente efficaci.

  12. Elisa ottobre 26, 2008 a 5:07 pm #

    Ciao..sono una studentessa di Psicologia a Padova. Dato che abito in un’altra città e frequento le lezioni come pendolare, non riesco ad essere sempre a Padova e quindi ad essere informata sulle varie iniziative di protesta, a cui mi piacerebbe partecipare.
    Vi chiedo perciò se potete inserire nel blog anche le iniziative della Facoltà di Psicologia..
    Grazie
    Elisa

  13. Bianca ottobre 26, 2008 a 8:02 pm #

    La televisione è il centro del mondo.

    Stanno vincendo loro e ancora una volta grazie alla TV.

    L’immagine che le televisioni danno di tutta la protesta è devastante per questa causa.
    La grande maggioranza degli italiani sarà convinta che quelli che protestano sono una stretta minoranza di facinorosi. Sarà convinta che la maggioranza degli studenti è perfettamente d’accordo con i provvedimenti del governo e che quelli che protestano stanno solo difendendo i privilegi delle baronie.

    Dovete guardare il TG5, Studio Aperto, il TG4 e via dicendo. Questa è l’informazione che arriva alla gente.

  14. mary ottobre 28, 2008 a 12:17 pm #

    non mollate. Mai

  15. mattia longo ottobre 30, 2008 a 2:43 am #

    Vi giuro che questi giorni in Erasmus ad Alicante,sono sempre con un occhio rivolto all’Italia e a Padova… e non sono l’unico, tutti gli Erasmus ad Alicante (SPAGNA) seguono gli eventi italiani con molto fervore…spero si riuscirà a far qualcosa davanti al consolato…. forza ragazzi sono con voi…

  16. Sabina ottobre 30, 2008 a 11:21 am #

    Ciao a tutti, sono una dottoranda in Storia dell’arte; oggi sono stata alla manifestazione della scuola e dell’università che ha sfilato attraverso le vie del centro, mentre i passanti padovani attoniti ci guardavano come se fossimo alieni! Credo sia necessario e urgente un tentativo di coinvolgimento della cittadinanza e un coordinamento inter-facoltà che permetta di agire insieme!

  17. francesca ottobre 31, 2008 a 8:33 am #

    Grazie per esserci e per dare una voce alla protesta.

  18. Giovanni novembre 4, 2008 a 10:40 am #

    Cari studenti,
    vi scrivo da Monaco di Baviera, dove risiedo per i soliti motivi che hanno spinto molti “cervelli” a lasciare il nostro paese. Non mi soffermero’ sulle ragioni della mia scelta in quanto credo che anche voi giovani che ancora non avete terminato il corso di studi siate ormai al corrente della triste situazione del mercato del lavoro italiano.
    E’ di voi che voglio parlare, del vostro presente, del vostro futuro. Seguo con emozione il movimento di protesta: avevo creduto che ormai la gioventu’ italiana fosse stata condotta ad arte verso un prigro ed inesorabile qualunquismo, strumentale al mantenimento di privilegi e potere nelle mani dei soliti noti. Ho visto il ruolo della politica ridursi ad una partita tra pochi, mossi da interessi corporativi e ben attenti a non permettere l’accesso a giovani menti che possano ridare fiducia e mezzi a chi in Italia ha ancora idee, aspira ad una societa’ meno ingiusta, si muove nel solco della legalita’.
    Avrei bisogno di incontrarvi tutti, di avervi di fronte a me per urlarvi che non dovete mollare. Non dovrete mai permettere che i vostri diritti di giovani esseri umani oltre che di studenti vengano ulteriormente ignorati da una societa’ che si disinteressa del vostro futuro.
    Come i vostri coetanei tedeschi, inglesi, francesi etc. avete diritto ad accedere ad una istruzione di qualita’ a prescindere dalle possibilita’ economiche della famiglia di provenienza. Avete diritto ad essere premiati quando avete fatto bene, cosi’ come a veder evidenziati i vostri errori per non doverli commettere ancora. Avete diritto a professori competenti che non abbiano tutti lo stesso cognome, motivati all’innovozione, che sappiano riconoscere il talento e valorizzarlo al di fuori di misere logiche baronali. Avete diritto a poter pensare allo studio come un investimento su voi stessi che possa aiutarvi non soltanto a collocarvi al meglio in un mercato del lavoro sempre piu’ dequalificante ma a realizzare i vostri sogni, a fare cio’ che vi piacerebbe fare. E’ proprio questa la maggiore differenza che io noto nel contemplare voi a confronto con altri coetanei europei. Negli ultimi anni si e’ diffusa ormai in Italia una tendenza al raggiungimento di obbiettivi di minimo sostentamento, di posizioni lavorative pseudo-privilegiate che mettano al riparo dalla sconcertante brutalita’ del mercato del lavoro. Ma voi avete dei sogni!!! E’un vostro diritto poter pensare che stringendo i denti e facendo le scelte giuste sia ancora possibile volare alto e arrivare a fare da grandi l’astronauta o il pompiere. Non dimenticate i vostri sogni, sono proprio questi che vi differenziano dai geronti che paralizzano la nostra societa’ e che fanno di voi una speranza per tutto il paese.
    Concludo con una raccomandazione: desidero ricordarvi che proprio all’interno della scuola e dell’universita’ si sono annidate in passato – e succede ancora oggi – le maggiori resistenze all’introduzione di criteri meritocratici che favorissero la qualita’. Cosi’ come rifiutate una etichetta politica – ma cio’ non e’ altro che il segno della crisi della politica italiana, in quanto le vostre idee sono di per se “politiche” – dovreste anche a mio avviso mettere a fuoco quali siano state le dinamiche che hanno condotto l’istruzione pubblica alla situazione attuale. Sarebbe una facile bugia scaricare tutte le colpe sull’attuale governo, che ovviamente non intendo in alcun modo difendere. Dovete ripartire dalla comprensione di quei fenomeni storici, politi e sociali che nel corso degli ultimi venti anni hanno portato questo paese al declino. Solo cosi’ potrete agire in futuro con lucidita’ e consapevolezza. Vi auguro buon lavoro!

  19. Samuele novembre 14, 2008 a 9:49 am #

    Com’e’ che vi chiamate “Cervelli in fuga”? di certo quelli che veramente sono fuggiti come il sottoscritto non scenderebbero in piazza a protestare insieme ai rettori. Sono loro (e la maggioranza dei professori che rappresentano) il vero problema, non lo avete ancora capito?
    Sam

  20. cervellinfuga novembre 30, 2008 a 12:38 pm #

    Caro samuele,
    ti assicuro che la nostra posizione non è quella di essere al fianco del rettore. lo dimostrano anche gli ultimi avvenimenti padovani. Ci chiamiamo cervelli in fuga perché seppur ancora studenti ti assicuro che conosco già molti ragazzi che sono pronti ad andarsene dall’Italia, e sono i migliori di noi.
    Ti invito a non ascoltare troppo la propaganda che passa per i media nazionali, noi siamo qui perché un taglio di 1 miliardo di euro all’università per noi non va accettato. Poi vedi tu, se credi che tagliare risorse migliori la situazione ti invito a spiegarci come.

  21. colomba rosaspina ottobre 31, 2009 a 5:46 pm #

    Stiamo raccogliendo firme in difesa dell’educazione scientifica
    Giornalisti, insegnanti, genitori, studenti , ricercatori, medici, ecc che vogliono sostenere il nostro appello possono andare nel sito http://www.anisn.it cliccare IN DIFESA DELL’EDUCAZIONE SCIENTIFICA
    si apre una finestra, dove potete lasciare il nome, in fondo alla pagina

    Grazie per la cortese attenzione

    AIF ANISN DD-SCI

    ASSOCIZIONE PER L’ISEGNAMENTO DELLA FISICA

    ASSOCIAZIONE NAZIONALE INSEGNANTI DI SCIENZE NATURALI

    DIVISIONE DIDATTICA SOCIETÀ CHIMICA ITALIANA

    Hanno elaborato il seguente documento

    In difesa dell’educazione scientifica

    Il riordino della scuola secondaria superiore in via di approvazione mette in pericolo, a causa di drastici tagli, il futuro dell’educazione scientifica nel nostro Paese e dello sviluppo ad essa collegato.

    I sottoscritti, come rappresentanti di docenti, genitori e cittadini interessati all’efficacia della scuola e al futuro degli studenti,

    chiedono al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
    di garantire che il riordino della scuola italiana
    riconosca all’educazione scientifica un ruolo di primo piano e lo spazio adeguato.

    1. A tutti i giovani deve essere garantita la formazione scientifica di base perché possano:
    o sviluppare le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per interpretare i fenomeni naturali
    o fruire in modo corretto e consapevole delle moderne conquiste della scienza e della tecnologia.

    2. È necessario che il curricolo per far “fare scienze” sia impostato secondo un approccio investigativo- sperimentale, fin dai primi anni di scuola. Ricerca internazionale, Unione Europea e OCSE convergono su questa indicazione (1).
    Questo approccio richiede il tempo per svolgere le attività caratteristiche del procedere scientifico nell’acquisizione della conoscenza, cruciali per lo sviluppo di competenze di alto livello. Sono queste che fanno della cultura scientifica un valore irrinunciabile per la formazione del cittadino.
    3. Le esigenze sopra descritte contrastano con la notevole diminuzione delle ore di scienze sperimentali che si riscontra in quasi tutti gli indirizzi previsti dai nuovi ordinamenti. Nei bienni degli istituti tecnici e professionali, si diminuiscono le ore delle scienze sperimentali e si dimezza il tempo per il laboratorio riducendolo con ciò a un ruolo marginale. Nei bienni dei licei classico e artistico, addirittura, mancano del tutto gli insegnamenti scientifico-sperimentali.

    Ridurre le risorse è controproducente. Bisogna, invece, valorizzare quanto già fatto per migliorare l’insegnamento scientifico (Piano ISS – Insegnare Scienze Sperimentali, Progetto Lauree Scientifiche, ricerche nelle SSIS per la formazione iniziale degli insegnanti) tenendo conto delle le migliori esperienze didattiche maturate nella scuola.
    Mantenere alta la motivazione dei docenti a riqualificare la propria professionalità è determinante per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento delle scienze sperimentali nel nostro Paese.

    Occorre, pertanto, distribuire con maggiore equilibrio gli insegnamenti all’interno del tempo scuola complessivo, dando alle scienze sperimentali spazi e tempi di lavoro adeguati in tutti gli indirizzi.

    (1)
    European Commission, 2007. Science Education NOW: A renewed Pedagogy for the Future of Europe. Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg, 29 pp.
    Eurydice, 2006. L’insegnamento delle scienze nelle scuole in Europa, politiche e ricerca. Eurydice, la rete di informazione sull’istruzione in Europa, Bruxelles, 93 pp.
    OECD, 2006. PISA 2006, Science Competencies for Tomorrow’s World,Volume 1: Analysis. OECD Publications, Paris, 390 pp.
    OECD, 2008. Encouraging Student Interest in Science and Technology Studies. OECD Publications, Paris, 132 pp.

    Sostieni la nostra difesa

    Stiamo raccogliendo firme in difesa dell’educazione scientifica
    Giornalisti, insegnati, genitori, studenti , ricercatori, medici, ecc che vogliono sostenere il nostro appello possono andare nel sito http://www.anisn.it cliccare IN DIFESA DELL’EDUCAZIONE SCIENTIFICA
    si apre una finestra, dove potete lasciare il nome, in fondo alla pagina
    Grazie per la cortese attenzione

    Associazione insegnanti di scienze naturali (ANISN)
    Per ulteriori informazioni, per avere nomi e numeri di cellulari potete scrivere a rosa.oa@alice.it
    I presidenti delle tre associazioni:
    Prof.ssa Anna Pascucci
    Prof. Aldo Borsese
    Prof. Silvano Scrignoli

    e gli iscritti sono a vostra disposizione

  22. Daniele ottobre 17, 2010 a 11:04 am #

    Cari cervellinfuga,

    che dire se non augurarvi buon lavoro?
    In qualunque modo vada, il coraggio delle idee nuove, che emergono dalla voglia di cambiare le cose in meglio è qualcosa che rimane per sempre, è il punto di partenza di quelli che vorranno migliorare il mondo dopo di noi. Anche quando non sembra, anche nell’infinita piccolezza delle nostre possibilità.

    E se fate qualcosa di illegale vi posso sempre ospitare in Francia, almeno per quest’anno… 🙂

    Daniele Turchetti

    P.s. per le forze dell’ordine: si osservi la natura IRONICA della seconda parte del commento. Poi non dite che non ve l’avevamo detto.

  23. Jaja dicembre 3, 2010 a 9:12 pm #

    In bocca al lupo ragazzi! Studio anch’io a Padova e quindi, se possibile, vi sono ancora più vicina!

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