Diamo i numeri!

In questa pagina saranno raccolte tutte le informazioni e gli approfondimenti sul decreto legge 112 del 25 giugno ora legge 133 e i successivi provvedimenti riguardanti l’università e la ricerca.

Le leggi

Il testo della legge 133 è disponibile qui

Il testo del decreto 180 è disponibile qui

Un articolo riassuntivo di Repubblica su tutti i provvedimenti su scuola e università

In breve:

La legge 133 prevede:

  • Un taglio di circa 1.5 miliardi di euro per le università in cinque anni
  • Di spendere per l’assunzione dei nuovi professori il 20% del denaro proveniente dallo stipendio di quelli pensionati. In pratica si traduce in poco più di un assunzione ogni 5 pensionamenti
  • Gli scatti di stipendiali passeranno da biennali a triennali rendendo, se possibile, ancora più ardua la carriera per un giovane ricercatore
  • Le università potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Questa norma confusa mira ad aprire la strada ad una futura privatizzazione degli atenei. Non se ne comprende la ragione dato che le aziende italiane non sono mai state interessate a finanziare la ricerca

Il decreto 180 prevede una minuscola (quasi impercettibile) marcia indietro del governo:

  • Chi non supera il 90% tra il rapporto di spese fisse e FFO (fondo di finanziamento ordinario) potrà assumere nuovo personale pari al 50% di quello andato in pensione. (min. 60% dovranno essere ricercatori). Questo è l’unico cambiamento sostanziale della legge 133 (solo per alcune università)
  • Esiste anche un aumento dell’FFO che però non elimina i pesanti tagli della legge 133. Non cambia quasi nulla, la situazione finale la trovate fra qualche riga
  • Vengono date nuove regole di trasparenza nei concorsi. Questo è sicuramente una buona novità
  • Entro fine anno verranno date nuove norma per assegnare il 7% dell’FFO meritocraticamente, in base allo studio fatto dal CIVR

Totale del taglio ai finanziamenti pubblici dell’università

Tagli al FFO legge 133 e decreto 180 (in milioni di euro):

Anno   Legge 133 Decreto 180   TOTALE

2009      -63,5                 24                    -39.5
2010      -190                  71                    -119
2011      -316                  118                  -198
2012      -417                  141                  -276
2013      -455                  0                      -455

Si tratta in totale di circa 1000 milioni di euro di riduzione in cinque anni,
Una media di 200 milioni di euro per anno.

Fonte: facoltà di scienze mm.ff.nn. Padova (power point preparato scaricabile nella sezione materiale divulgativo), assembela del gruppo dei dottorandi di Padova

Privatizzazione degli atenei:

Alleghiamo un documenta che mostra l’ammontare delle tasse universitarie in una delle università private italiane: la Bocconi

Le tasse vanno dai 4200€ ai 9600€ annui a seconda della fascia di reddito

tasse bocconi (.pdf)

L’Università privata conviene agli studenti?

Confronto con l’estero

Confronto dell’attuale spesa per l’università e la ricerca in Italia e all’estero:

Dati OCSE

  • Spesa annuale per studente:
    • USA:              24.370$
    • Inghilterra:        13.506$
    • Germania:         12.446$
    • Francia:             10.995$
    • Media OCSE:  11.512$
    • Italia:             8.026$
  • Spesa pubblica annuale per studente:
    • USA:             8400$
    • Inghilterra:        9400$
    • Germania:        10200$
    • Francia:             9300$
    • Media OCSE:  8400$
    • Italia:            5400$

Fonte: facoltà di scienze mm.ff.nn. Padova (power point preparato scaricabile nella sezione materiale divulgativo)

5 Risposte to “Diamo i numeri!”

  1. Bianca ottobre 26, 2008 a 8:28 pm #

    Per AnnoZero, un leghista di cui non ricordo il nome, ha citato altri numeri, altri dati…

    Secondo lui, numeri “veri” alla mano, l’università italiana è tra le più costose e le più inefficienti del mondo!

    Questi stessi numeri li trovate sul giornale:

    http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=89158&PDF_NUM=1286

    … da noi uno studente costa 16027$ all’anno !!!

    Pensate siano numeri falsi? Che si tratti di “informazione” con il trucco?

    Guardate che è questa l’informazione che arriverà alla gente, che passerà per la televisione.
    Secondo me la vostra lotta (che è anche la mia) è già persa, perché siete (siamo) sostanzialmente culturalmente impreparati per affrontare l’avversario, che è molto più scaltro e furbo di voi, e che ovviamente ha ben altri mezzi a disposizione!

  2. Bianca ottobre 28, 2008 a 1:39 pm #

    Propongo di organizzare un incontro per discutere su
    come ci dipingono i media e i giornali.

    Credo che sia molto importante affrontare quest’argomento

    Vi invito a leggere l’ultimo editoriale del professor
    Giavazzi sul Corriere della sera.

  3. Bianca ottobre 30, 2008 a 8:20 pm #

    Prevedo che il governo farà marcia indietro.

    Credo ormai si siano resi conto che la protesta è troppo radicata, condivisa e generalizzata. Corrono il rischio di ritrovarsi contro l’intero sistema accademico e scolastico italiano.

    Soprattutto corrono il rischio che ci sia TROPPA GENTE CHE SI RENDE CONTO DELLE MISTIFICAZIONI SISTEMATICHE CHE CI PROPINANO I MEDIA CONTROLLATI.
    È un rischio che non si possono permettere di correre perché potrebbe saltare il meccanismo fondamentale su cui si basa il loro consenso.

    Per salvare la faccia dovranno trovare una formula che dia ragione a loro.

    Il modo è quello di far ritornare al sistema della ricerca e delle università tutti i fondi tagliati (FFO, blocco del turnover) aggiungendoci qualcosa in più.

    Probabilmente istituiranno un fondo, più ampio dei tagli all’ FFO destinato però solo alle università virtuose.
    A queste, e solo a queste, sarà consentito di assumere molti nuovi ricercatori, probabilmente con una forma di contratto non a tempo indeterminato, ma comunque premiante sul piano stipendiale. Penso ad una formula 5+5 anni…
    Ci aggiungeranno borse di studio consistenti per gli studenti migliori con un buon programma per gli alloggi e il vitto tali da permettere a questi di studiare nelle università migliori del paese.

    In questo modo potranno affermare varie cose:

    1. Che la loro intenzione era fin dall’inizio quella di colpire le baronie e i vari mali del sistema universitario italiano
    2. Che le migliaia di studenti che sono scesi in piazza non avevano capito nulla
    3. Che non avevano capito nulla professori e docenti di sinistra.
    4. Che non aveva capito nulla la sinistra.

    Ovviamente le cose non stanno in questa maniera, ma è l’unica possibilità che hanno per uscire dal casino in cui si sono ficcati.
    La gente gli darà ragione e saranno ancora più forti e arroganti di prima.

    Sono pronta a scommettere 100 euro. Chi ci sta?

    Cordialità

    Bianca.

  4. Enri novembre 5, 2008 a 10:50 am #

    Vorrei segnalare una piccola imprecisione:
    gli scatti *stipendiali* passano da biennali a triennali; gli scatti di carriera nell’università sono solo tre (ricercatore-associato-ordinario) e si accede per concorso.

  5. cervellinfuga novembre 5, 2008 a 8:00 pm #

    @enri
    abbiamo corretto l’imprecisione.
    Grazie!

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