Tag Archives: ricercatori

Grande manifestazione degli studenti e dei ricercatori

30 Set

Si è da poco conclusa la prima grande manifestazione di questo autunno. Quattro diversi cortei sono giunti davanti al Bo riempiendo l’intera piazza per dire il proprio no ai tagli e al ddl Gelmini, e il proprio sì all’università pubblica e ai finanziamenti alla ricerca.

Persone delle più svariate idee ed età si sono confrontate in una serie di interventi, concordando però tutte sulla necessità di tenere unita la protesta e non solo di difendersi dagli attacchi del governo, ma anche di richiedere un’università migliore, di qualità e accessibile da tutti e una ricerca libera e adatta allo sviluppo del nostro paese.

La nostra classe dirigente sembra essersi rassegnata a condurre l’Italia verso il terzo mondo, il mondo della conoscenza oggi ha detto il suo forte no.

Presto aggiungeremo delle foto, intanto vi ricordiamo il prossimo appuntamento della settimana che è l’assemblea del “Forum Formazone Bene Comune” domani (venerdì 1 ottobre) in piazza capitaniato alle ore 15.30

Questa è la volta buona

28 Set

Oggi è successo un piccolo miracolo, un piccolo miracolo che ci dà speranza sul nostro futuro. A due settimane dall’inizio delle lezioni, in un’assemblea convocata urgentemente e con poco preavviso, gli studenti della facoltà di Scienze sono accorsi in massa riempiendo l’intera aula.

Si è discusso di molte cose, ci si è confrontati con i ricercatori e alla fine l’Assemblea degli Studenti di Scienze ha dato pieno appoggio alla loro protesta volendo aggiungersi a questo moto in difesa dell’università pubblica. Solo un voto 4 voti contrari. Gli stessi rappresentanti, che hanno indetto l’incontro, hanno affermato (per voce dei responsabili di tutte le liste elette) che avrebbero portato nel prossimo consiglio di Facoltà questa decisione votando contro l’approvazione degli assetti didattici.

Con l’assemblea di oggi il mondo studentesco ha nuovamente dimostrato la sua capacità di vedere lontano e di volere un’università migliore di quella attuale.

Oggi cervellinfuga riparte, riparte insieme a tutti voi.

Ecco i primi appuntamenti che vi segnaliamo:

Forum Formazione Bene Comune

Dal 29 Settembre al 2 Ottobre, quattro giorni di dibattiti e assemblee sulle condizioni del mondo della formazione e sulle prospettive di mobilitazione.

PROGRAMMA

29 Settembre

Ore 10:00 ”Qualità dei saperi, condizione della ricerca e precarietà” – Assemblea dibattito.
Ore 15:00 “Guerra all’intelligenza” – Presentazione della rivista “Common”.
Ore 17:00 “Reddito, welfare e precarietà” – Assemblea dibattito.

30 Settembre

Ore 10:00 Appuntamento in Piazza dei Signori – No Gelmini, No Zaia, No Meloni.
Ore 15:30 “Scuola Bene Comune. Pratiche comuni per una buona scuola”
Ore 19:30 “Non rubateci il futuro – Storia di una scuola” – Proiezione video.

1 Ottobre

Ore 15:30 Forum Formazione Bene Comune – Assemblea Plenaria.

2 Ottobre

Ore 10:00 “Il problema della valutazione: dal Test Invalsi a una scelta consapevole delle diversità”

Ogni serata sarà accompagnata da aperitivi, concerti, mostre, proiezioni, presentazioni di libri, banchetti informativi.

Strage in laboratorio

7 Dic

Ultime notizie sulla vicenda del laboratorio di Farmacia dell’università di Catania, da Repubblica.it: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/ricercatore-tumore/az/az.html

Catania, strage nell’aula dei veleni
A Farmacia morti 15 ricercatori

La procura indaga, per il 19 dicembre è fissato l’incidente probatorio
Ma la città, e i suoi poteri forti, tacciono. Silenzio anche dal preside di facoltà

dal nostro inviato ALESSANDRA ZINITI

CATANIA – L’ultima è stata una ragazza di 24 anni, della provincia di Ragusa. Quando ha letto sul giornale di quante persone avesse inghiottito quel laboratorio di Farmacia, adesso chiuso su disposizione della magistratura, sua madre ha preso il coraggio a due mani e ha chiamato l’avvocato Santi Terranova. “Anche mia figlia ha studiato in quel posto, per due anni – ha detto in lacrime – si è ammalata e adesso è morta. Aveva solo 24 anni”.

E così, il già lungo elenco di vittime del laboratorio dei veleni dove per anni studenti, ricercatori, professori, tecnici e personale amministrativo hanno respirato fumi e maneggiato sostanze altamente tossiche, “in valori superiori di decine e anche di centinaia di volte ai limiti fissati per i siti industriali”, come scrivono i pm, si è ulteriormente allungato: le vittime sono diventate 15, gli ammalati oltre venti.

Un numero ancora difficile da definire visto che, oltre alle persone che via via si fanno coraggio e si aggregano a quella sorta di comitato di familiari di vittime del laboratorio di farmacia dell’Università di Catania, che si è radunato attorno all’avvocato Terranova, sono in tanti quelli che negli ultimi giorni hanno telefonato direttamente alla Procura della Repubblica di Catania. E Carla Santocono e Lucio Setola, i due sostituti incaricati della delicata inchiesta dal procuratore Vincenzo D’Agata, si sono ritrovati a parlare con persone ammalate, in stadi più o meno avanzati, che si sono dette disponibili ad aggiungere altri elementi all’inchiesta e a raccontare le loro storie.

Storie del tutto simili a quella di Emanuele Patanè, il 29enne ricercatore che prima di morire per un tumore al polmone ha affidato al suo diario il drammatico racconto di quei suoi anni di lavoro in un ambiente killer e dell’ultimo stadio della sua malattia vissuta nell’assoluta indifferenza di quanti, vertici dell’Università e responsabili della Facoltà, ben sapevano non solo del mancato rispetto delle più elementari norme a tutela della salute ma anche della già lunga lista di vittime e di ammalati. Come dicono gli stessi magistrati negli atti dell’indagine che ha già portato al sequestro del laboratorio, e all’invio di otto avvisi di garanzia per disastro ambientale nel troncone d’inchiesta che presto verrà unificato con quello per omicidio colposo plurimo.

La cosa che colpisce moltissimo – osservano in Procura – è la giovane età di gran parte delle vittime: quasi tutti ragazzi tra i venti e i trent’anni”. Che in quel laboratorio si specializzavano o affrontavano le loro esperienze di dottorato o di ricerca.

Per il 19 dicembre è già stato fissato l’incidente probatorio per stabilire se le falde acquifere e il terreno circostante il laboratorio di Farmacia siano inquinati dai veleni che, come ha già accertato l’inchiesta, venivano smaltiti dai normali scarichi di lavabi e gabinetti. Poi sarà la volta della penosa quanto delicata sfilata dei testimoni, i familiari delle vittime, ma soprattutto gli ammalati, quelli che ancora lottano contro il male che li ha aggrediti in quelle stanze. E proprio per cristallizzare in questo momento le loro dichiarazioni, certamente decisive per l’accertamento delle responsabilità, l’avvocato Terranova ha chiesto alla Procura un secondo incidente probatorio, che consenta di ascoltare immediatamente le persone ammalate nel timore che non tutte potrebbero essere in grado di affrontare un interrogatorio nei tempi lunghi, previsti dal normale iter delle indagini.

Quello che colpisce, ancora una volta, a Catania è il silenzio assoluto che avvolge la vicenda. Con le lacrime agli occhi, i familiari delle vittime dicono di essersi decisi a denunciare solo ora perché sempre dissuasi dal mettersi contro i “poteri forti”, gli studenti in queste settimane sballottati da un plesso all’altro dopo il sequestro dell’edificio, esprimono sgomento.

Tacciono ancora i vertici della Facoltà a cominciare dal preside Giuseppe Ronsisvalle. Parla, ieri, per la prima volta il presidente della Regione Raffaele Lombardo che, a Catania per fare il punto sullo stato della sanità siciliana, commenta così la vicenda del laboratorio della morte: “È una vicenda gravissima, che mi ha inquietato ed amareggiato enormemente. Non è che ci vuole la Regione o la polizia che controlli. Ci vuole la coscienza di chi sa e magari chiude un occhio facendo correre un rischio e facendo perdere la vita agli altri, che magari non lo sanno o sono costretti a farlo per ragioni di carriera o addirittura di lavoro e di vita”.

Ritorno

5 Nov

Torniamo dopo qualche giorno di pausa. Ci scusiamo ma tra problemi tecnici e l’organizzazione delle lezioni in piazza le energie di scienze sono state molto occupate.

Riassumiamo quanto e’ accaduto negli ultimi giorni.

Lezioni in piazza

Lunedi’ davanti al Bo sono iniziate le lezioni in piazza, nonostante il tempo un po’ incerto molta gente si e’ fermata ad ascoltare lezioni di matematica, chimica e biologia. Abbiamo raccolto molta solidarieta’ dai padovani e informato i cittadini dei motivi della nostra protesta. Quel che pare chiaro e’ che sono in molti a non sapere le cause della mobilitazione universitaria, per cui la spiegazione del problema dei tagli e del turno over bloccato resta fondamentale per la protesta.

Oggi le lezioni si terranno alla Gran Guardia (palazzo con la scalinata in piazza dei Signori), nei prossimi giorni proseguira’ secondo la tabella pubblicata qualche post piu’ sotto.

Critical mass

E’ da poco partita la critical mass in bicicletta, circa 400 biciclette si stanno muovendo per le strade di padova suonando campanelle e trombette!

Manifestazione

Giovedi’ alle 9.00 manifestazione contro la legge 133, partenza e concentramento davanti alla stazione e arrivo alla fiera. Qui altre informazioni

La manifestazione e’ nata per contestare l’arrivo della Gelmini, pare pero’ che non verra’, anche se le notizie sono contrastanti. In ogni caso non facciamoci trovare impreparati!

Vi aggiorneremo piu’ tardi su altre notizie, considerato che oggi il Presidente Napolitano e’ in visita alla citta’.

Aggiornamento su Napolitano

Ai ricercatori e dottorandi di Padova che protestano Napolitano ha detto “Per quello che posso fare per voi, senza andare aldilà dei miei poteri, ce la metterò tutta”. Qui l’aticolo completo di Repubblica

Lettera del Presidente della Repubblica

23 Ott

Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera di risposta agli studenti e ricercatori che ha ricevuto questa settimana. Riportiamo una parte del testo: (qui il testo completo)

“Cari studenti, dottorandi e ricercatori della Sapienza, ho ascoltato e letto con attenzione la lettera che mi avete consegnato e colgo l’occasione per indirizzarvi alcuni chiarimenti e spunti di riflessione.”

[…]

“Al Presidente della Repubblica non spetta pronunciarsi nel merito dell’una o dell’altra soluzio$ne in discussione, né suggerirne una propria , ma spetta solo richiamarsi ai principi e alle regole della Costituzione.

Ciò non significa – sia chiaro – che io mi senta estraneo (“abbandonandole a se stesse”, per usare la vostra espressione) alle esigenze della scuola, della ricerca, dell’Università. Al contrario : a queste esigenze, e alle problematiche connesse, ho dedicato, nello svolgimento delle mie attuali funzioni, da più di due anni, la più convinta e appassionata attenzione e iniziativa. E’ davvero in giuoco il futuro del paese : se l’Italia vuole evitare un’emorragia di preziosi giovani talenti, che trovano riconoscimento all’estero, gli investimenti nella ricerca – soprattutto – dovrebbero costituire una priorità, anche nella allocazione delle risorse, pubbliche e private.

Dico “dovrebbero” perché in realtà le scelte pubbliche (e anche quelle del sistema delle imprese) non sembrano riconoscere tale “priorità”, a cui troppe altre ne vengono affiancate – in particolare quando si discute di legge finanziaria e di bilancio – col risultato che già da anni non ci si attiene ad alcun criterio di priorità e non si persegue un nuovo equilibrio nella distribuzione delle risorse tra i diversi settori di spesa.”

[…]

“Tuttavia io auspico :

1) che si creino spazi per un confronto – in sede parlamentare – su come meglio definire e distribuire nel tempo i tagli ritenuti complessivamente indispensabili della spesa pubblica tra i ministeri e i varii programmi, valutando attentamente l’esigenza di salvaguardare livelli adeguati di spesa per la ricerca e la formazione ;

2) che a sostegno di questo sforzo, si formulino proposte anche da parte di studenti e docenti, per razionalizzare la spesa ed elevarne la qualità, con particolare riferimento all’Università, dovendosi rimuovere distorsioni, insufficienze e sprechi che nessuno può negare. E ciò sposta il discorso sulla tematica degli ordinamenti e della gestione del sistema universitario : tematica sulla quale è atteso un confronto tra il governo e gli organismi rappresentativi delle Università.

Occorre che tutte le istituzioni e le forze sociali e culturali si predispongano senza indugio a tale confronto, in termini riflessivi e costruttivi : dando prova, anche voi, responsabilmente, di “determinazione e intelligenza”, come avete scritto a conclusione della vostra lettera”

La Gelmini promette nuove regole d’assunzione

18 Ott

In questo articolo del corriere.it il ministro Gelmini promette nuove regole di assunzione per l’università che premino i giovani. Eppure la legge 133 è chiara: 1 assunzione ogni 5 pensionamenti, e nel frattempo Brunetta provvede a licenziare tutti i ricercatori precari.

Ma ormai dovremmo essere abituati al modo di fare di questo governo: tagli e demagogia

Lunedì 20 ore 9.30 nel cortile del Bò partecipiamo tutti all’assemblea in attesa della decisione del senato accademico sulla protesta pubblica dell’università di Padova!

Protesta a Parma

8 Ott

Ieri a Parma (giorno di inizio delle lezioni nella Facoltà di Scienze) è stata organizzata una protesta a cui hanno partecipato professori, ricercatori, dottorandi e studenti. Sono stati distribuiti volantini e la stampa locale ne ha dato notizia

gazzettino di parma

Repubblica – Parma

Ulteriori informazioni unipr-protesta.wetpaint.com

Inoltre ricordo che oggi in asu (via santa sofia 5) alle 17.30 ci sarà una riunione aperta a tutti del Sindacato degli Studenti

Vi invitiamo a partecipare numerosi!!