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Risposte poco paritarie

5 Dic

Questa mattina con l’appoggio esplicito del Papa la Chiesa Cattolica ha minacciato di coordinare le scuole private della propria confessione contro i tagli al fondo per le scuole paritarie attuati dal governo.

La risposta dei ministri è stata immediata: un sostanziale ritiro del provvedimento e il ripristino dei 120 milioni di euro destinati alle scuole private. Qualche lamentela si è udita tra i banchi del PD in parlamento, evidentemente favorevole al finanziamento pubblico delle scuole cattoliche.

A noi studenti universitari, invece, Maria Stella Gelmini risponde ai mesi di protesta contro il taglio di 1 miliardo di euro aprendo un canale youtube, tramite il quale vorrebbe aprire un dialogo.

Non vi sentite solo un pochettino presi in giro?

Visto che ci dicono spesso che sbagliamo a protestare perché in un periodo di crisi tutti dovrebbero rimetterci un po’, faccio notare che in realtà l’articolo 33 della costituzione italiana affermerebbe:

“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

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La scienza in vetrina

30 Nov

La facoltà di scienze continua la sua protesta contro i tagli del governo all’università. Da martedì prossimo (2 dicembre) fino a lunedì 15 dicembre professori di astronomia, biologia, fisica e matematica daranno vita ad una serie di conferenze aperte all’intera cittadinanza.

Il carattere di questi incontri sarà assolutamente divulgativo e di facile comprensione per tutti, l’intento è quello di informare i cittadini sui motivi della nostra protesta e sulla necessità per un paese moderno di avere una buona ricerca scientifica.

Gli incontri si terranno presso il Centro Culturale San Gaetano (via Altinate, n.72)

Qui sotto il programma, per maggiori informazioni www.scienze.unipd.it

  • Martedì 2 Dicembre 2008 dalle ore 17.30 – L’ESPANSIONE DELL’UNIVERSO – Prof. Francesco Bertola – Dipartimento di Astronomia
  • Martedì 9 Dicembre 2008 dalle ore 17.00 – INCONTRO CON LA BIOLOGIA – Dipartimento di Biologia;
  • Giovedì 11 Dicembre 2008 dalle ore 17.30 – INTRODUZIONE ALLE NANOTECNOLOGIE – Prof. Paolo Mazzoldi – Dipartimento di Fisica;
  • Lunedì 15 Dicembre 2008 dalle ore 17.30 –  IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO: IL GRANDE FAR WEST DI INTERNET – Prof. Massimo Marchiori – Dipartimento di Matematica Pura e Applicata

Lettera del Presidente della Repubblica

23 Ott

Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una lettera di risposta agli studenti e ricercatori che ha ricevuto questa settimana. Riportiamo una parte del testo: (qui il testo completo)

“Cari studenti, dottorandi e ricercatori della Sapienza, ho ascoltato e letto con attenzione la lettera che mi avete consegnato e colgo l’occasione per indirizzarvi alcuni chiarimenti e spunti di riflessione.”

[…]

“Al Presidente della Repubblica non spetta pronunciarsi nel merito dell’una o dell’altra soluzio$ne in discussione, né suggerirne una propria , ma spetta solo richiamarsi ai principi e alle regole della Costituzione.

Ciò non significa – sia chiaro – che io mi senta estraneo (“abbandonandole a se stesse”, per usare la vostra espressione) alle esigenze della scuola, della ricerca, dell’Università. Al contrario : a queste esigenze, e alle problematiche connesse, ho dedicato, nello svolgimento delle mie attuali funzioni, da più di due anni, la più convinta e appassionata attenzione e iniziativa. E’ davvero in giuoco il futuro del paese : se l’Italia vuole evitare un’emorragia di preziosi giovani talenti, che trovano riconoscimento all’estero, gli investimenti nella ricerca – soprattutto – dovrebbero costituire una priorità, anche nella allocazione delle risorse, pubbliche e private.

Dico “dovrebbero” perché in realtà le scelte pubbliche (e anche quelle del sistema delle imprese) non sembrano riconoscere tale “priorità”, a cui troppe altre ne vengono affiancate – in particolare quando si discute di legge finanziaria e di bilancio – col risultato che già da anni non ci si attiene ad alcun criterio di priorità e non si persegue un nuovo equilibrio nella distribuzione delle risorse tra i diversi settori di spesa.”

[…]

“Tuttavia io auspico :

1) che si creino spazi per un confronto – in sede parlamentare – su come meglio definire e distribuire nel tempo i tagli ritenuti complessivamente indispensabili della spesa pubblica tra i ministeri e i varii programmi, valutando attentamente l’esigenza di salvaguardare livelli adeguati di spesa per la ricerca e la formazione ;

2) che a sostegno di questo sforzo, si formulino proposte anche da parte di studenti e docenti, per razionalizzare la spesa ed elevarne la qualità, con particolare riferimento all’Università, dovendosi rimuovere distorsioni, insufficienze e sprechi che nessuno può negare. E ciò sposta il discorso sulla tematica degli ordinamenti e della gestione del sistema universitario : tematica sulla quale è atteso un confronto tra il governo e gli organismi rappresentativi delle Università.

Occorre che tutte le istituzioni e le forze sociali e culturali si predispongano senza indugio a tale confronto, in termini riflessivi e costruttivi : dando prova, anche voi, responsabilmente, di “determinazione e intelligenza”, come avete scritto a conclusione della vostra lettera”

Nature

17 Ott

Lascio il link di una lettera pubblicata sul corriere.it di una studentessa e trascrivo un durissimo articolo della rivista Nature sui tagli e i provvedimenti del governo.

qui la traduzione a cura di dica133.wordpress.com

NATURE Vol 455 16 October 2008

page 835-836

Cut-throat savings

In an attempt to boost its struggling economy, Italy’s
government is focusing on easy, but unwise, targets.

It is a dark and angry time for scientists in Italy, faced as they
are with a government acting out its own peculiar cost-cutting
philo sophy. Last week, tens of thousands of researchers took to
the streets to register their opposition to a proposed bill designed to
control civil-service spending (see page 840). If passed, as expected,
the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who
are the backbone of the country’s grossly understaffed research institutions
— and about half of whom had already been selected for
permanent jobs.
Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi’s centreright
government, which took office in May, decreed that the budgets
of both universities and research could be used as funds to shore up
Italy’s banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi
has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant
academic positions to be filled. It also allowed universities to convert
into private foundations to bring in additional income. Given the current
climate, university rectors believe that the latter step will be used
to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them
to drop courses that have little commercial value, such as the classics,
or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the
summer holidays, the implications have only just been fully recognized
— too late, as the decree is now being transformed into law.
Meanwhile, the government’s minister for education, universities
and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues
related to her ministry except secondary schools, and has allowed
major and destructive governmental decisions to be carried through
without raising objection. She has refused to meet with scientists and
academics to hear their concerns, or explain to them the policies
that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an
undersecretary to handle these issues in her place.
Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead
been received by the bill’s designer, Renato Brunetta, minister of public
administration and innovation. Brunetta maintains that little can be
done to stop or change the bill — even though it is still being discussed
in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a
newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di
ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give
them permanent jobs would be “a little like killing them”. This misrepresents
an issue that researchers have explained to him — that
any country’s scientific base requires a healthy ratio of permanent to
temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between
solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried
to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy.
The Berlusconi government may feel that draconian budget measures
are necessary, but its attacks on Italy’s research base are unwise
and short-sighted. The government has treated research as just
another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment
in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed,
Italy has already embraced this concept by signing up to the European
Union’s 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise
their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross
domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D
expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of
comparable countries such as France and Germany.
The government needs to consider more than short-term gains
brought about through a system of decrees made easy by compliant
ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should,
it should not idly reference the distant past, but understand how
research works in Europe in the present. ■

Assemblea personale universitario

10 Ott

Riporto la presentazione dell’assemblea pubblica indetta da FLC CGIL, CISL Universita’, UIL PA. UR, ANDU

Mercoledì 15 ottobre ore 11.00 all’entrata del Bo’

ASSEMBLEA PUBBLICA

del personale docente e tecnico-amministrativo dell’Università di Padova e del personale degli Enti Pubblici di Ricerca di Padova

Padova, città universitaria e delle scienze, non può restare indifferente rispetto agli ultimi interventi legislativi che pregiudicano il futuro delle principali Istituzioni pubbliche cittadine che erogano alta formazione e attività di ricerca a livello internazionale. Assieme alle Istituzioni, anche migliaia di giovani che in esse studiano e lavorano e tutto il personale docente, ricercatore, tecnico e amministrativo, subiranno le conseguenze di una manovra economica che riduce le potenzialità formative e che aumenta il tasso di insicurezza per le lavoratrici e per i lavoratori.

L’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica – compresa quella di base – hanno bisogno di condizioni strutturali stabili, di risorse finanziarie, di forti rapporti con le realtà produttive territoriali, di solide istituzioni formative, per poter pensare di contrastare ed invertire il processo di declino economico e produttivo in atto nel Paese ed anche nella nostra Regione.

Il pesante taglio ai Fondi di Funzionamento Ordinario, la reintroduzione di un blocco al reclutamento – che per la docenza comporterà un aumento indiscriminato dei contratti di insegnamento – e le norme contrarie alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro precario – costituiti attraverso regolari procedure concorsuali – vanno nella direzione opposta agli impegni che l’Italia ha assunto anche a livello europeo. Inoltre, la possibilità di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato introdurrà ulteriore confusione e frammentazione del sistema universitario nazionale, oltre ad aprire scenari contrattuali imprevedibili per tutto il personale che in esso opera.

Interventi previsti:

Domenico Pantaleo, Segretario generale nazionale FLC CGIL
Domenico Di Simone, Segretario nazionale CISL Universita’
Alberto Civica, Segretario generale nazionale UIL PA. UR
Nunzio Miraglia, Coordinatore nazionale ANDU
Giuseppe Zaccaria, Prorettore vicario Università di Padova
Eugenio Calimani, Preside Facoltà Scienze MM.FF.NN.
Milvia Boselli, Presidente Consiglio Comunale Padova
Gilberto Rossetto, Dirigente di ricerca – CNR Padova
Paolo Colautti – INFN Laboratori Nazionali di Legnaro
Chiara Zampieri – Rappresentante studenti in Senato Accademico Università PD
Un componente della RSU Università di Padova

Le notizie di oggi

10 Ott

Consci che non è solo l’università ma tutta l’istruzione sotto l’attacco del governo lasciamo due link, uno sulla protesta di oggi degli studenti contro la “riforma” Gelmini, l’altro sullo sciopero nazionale degli insegnanti indetto per il 30 ottobre

1 miliardo e mezzo in meno per la ricerca e l’università

30 Set

Questo blog nasce per raccogliere informazioni sulla protesta contro il decreto legge 112 del 25 giugno 2008.

Con questo decreto il governo ha approvato in 9 minuti pesantissimi tagli (un miliardo e mezzo in 5 anni) all’università e alla ricerca italiana, oltre a altre gravi penalizzazioni ed a un tentativo di privatizzazione delle università pubbliche.

I danni alla cultura, la società e l’economia di questo provvedimento sono incalcolabili.  Infatti la già precaria situazione della ricerca italiana si aggraverebbe enormemente, e l‘unica soluzione per le giovani menti italiane diverrebbe l’espatrio.

Secondo stime internazionali ogni euro speso in ricerca ne produce 3.

L’Unione Europea stessa ci spinge a maggiori investimenti: a Lisbona l’Italia si è impegnata per la costruzione dello “spazio europeo dell’università e della ricerca”, portando gli investimenti al 4.5% del Pil!

Ma i primi effetti si faranno sentire nelle università.

Secondo i professori della facoltà di Chimica dell’università di Padova “Tagli di questo tipo comporteranno:

  • una riduzione dei servizi agli studenti
  • une riduzione delle infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche)
  • un peggioramento della qualità della didattica
  • una riduzione delle attività di ricerca

con un peggioramento globale della qualità delle nostre Università ed ulteriore perdita di competitività rispetto alle Università straniere”

Senza contare che è molto probabile che le università saranno costrette ad aumentare le tasse a carico degli studenti.

Altre informazioni e dati saranno presentate col tempo, per ora ci auguriamo che vogliate seguirci e informarvi su quanto sta accadendo