Incontro al Bo

15 11 2009

Martedì ore 11.00  incontro presso il cortile del Bo per discutere e protestare contro il ddl Gelmini e i tagli all’università.

Partecipiamo numerosi!

PS

Non ho ricevuto notizie riguardo un pre-incontro degli studenti di scienze, per cui consigliamo di ritrovarci direttamente al Bo





Assemblea di ateneo

7 11 2009

Per discutere, capire e decidere cosa fare è stata indetta un’assemblea di ateneo Martedì 10 novembre ore 17.00 nell’aula B di fisica (entrata via paolotti)

Vi invitiamo a partecipare, c’è bisogno di tutti per fermare la privatizzazione dell’università!

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Vogliono distruggere le libere universita’

27 10 2009

Vogliono distruggere le libere universita’! Giovedi’ 29 alle 17.00 in aula B del dipartimento di Fisica (entrata in via Paolotti) assemblea di Scienze sul nuovo attacco del governo all’universita’

In breve cosa sara’ approvato dal prossimo consiglio dei ministri:

Peggio della 133. L’università pubblica italiana ha pochi mesi di vita, se non blocchiamo subito l’attacco del governo.

Cosa caratterizza le università private? Tasse alte e gestione in mano ai privati. Bene: i tagli della 133 produrranno aumenti delle tasse agli studenti, e la nuova riforma mette la gestione dell’università in mano ai privati. Non serve più trasformarle in fondazioni: se la legge passa, tra meno di un anno tutte le università italiane saranno, di fatto, private.

 

Da un incontro tra il Ministro Gelmini e il Ministro Tremonti sta per essere concepita la riforma dell’università. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08 che ha tagliato 1,5 miliardi di euro al sistema universitario e rendeva possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private.

 

In un contesto nel quale le università sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico a causa dei tagli, il Governo sta per approvare il disegno di legge di riforma dell’università. Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, tale provvedimento dovrà passare dal Parlamento. Dall’approvazione del ddl, il Governo avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge.

 

I punti fondamentali della riforma sono:

 

40% di privati nel CDA: i consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del Senato accademico e saranno composti dal Rettore, da un solo rappresentante degli studenti e da massimo altri nove componenti. Il 40 % del CDA dovrà essere composto da esterni. Il CDA non deciderà più “solo” per quanto riguarda il bilancio e le risorse dell’ateneo, ma anche in merito a scelte didattiche come l’apertura o la chiusura di singoli corsi di laurea. L’intera gestione dell’ateneo, insomma, sarà in mano a rettore, ai privati e ai loro personalissimi interessi.

Altro che sapere libero, altro che didattica di qualità: pochi privati amici del rettore avranno voce in capitolo su tutto. Chi sarà nominato? Ci troveremo la D’Addario in CDA? Il prossimo bilancio sarà firmato da qualche velina di Canale 5, oppure da imprenditori amici come quelli a cui è stata regalata l’Alitalia?

 

9 mesi di tempo per adeguarsi. Mentre la 133 si limitava a rendere possibile la trasformazione delle università in fondazioni, la riforma Gelmini obbliga gli atenei ad adeguarsi. A partire dall’approvazione definitiva della legge le rappresentanze studentesche decadranno entro 6 mesi e le Università avranno 9 mesi di tempo per recepire nel proprio statuto i provvedimenti della Gelmini, con una procedura accelerata che impedirà ogni discussione.

 

Chiusura delle facoltà: ai dipartimenti, che oggi si occupano di ricerca, viene affidata anche tutta la didattica. Potranno rimanere alcune facoltà come strutture di coordinamento, ma tutti i poteri saranno affidati ai dipartimenti, creando potenzialmente il caos generale.

Attacco alla rappresentanza studentesca: oltre a decadere le attuali rappresentanze studentesche, nei nuovi organi di rappresentanza ci sarà solo uno studente, ciò vorrà dire assenza di pluralismo tra gli studenti e blocco di ogni possibile dialettica con il movimento. Più studenti negli organi voleva dire più voci rappresentate, e più possibilità per gli studenti di veder difesi i propri diritti. La Gelmini vuole fare piazza pulita di chi disturba il manovratore, e chiudere ogni decisione in stanze segrete e inaccessibili.

 

– Gli atenei potranno federarsi con altri atenei o con enti (non si specifica se pubblici o privati). Il governo la spaccia come una soluzione al problema degli “atenei sotto casa” proliferati in molti centri minori dell’Italia e che rappresentano spesso uno spreco insostenibile. Ma è solo facciata, pura propaganda. In realtà la legge non indica alcun criterio didattico o scientifico per gli accorpamenti. La cosa più probabile è che i dipartimenti più appetibili per i privati si fondano in pseduo-politecnici completamente asserviti alle aziende, mentre il resto degli atenei sia lasciato senza fondi e lentamente strangolato. Invece di tagliare gli sprechi, si tenta di imporre una guerra tra poveri tra ricerca pura e applicata. La prima andrebbe fatta morire di fame con i tagli, la seconda messa in schiavitù con i finanziamenti privati. Respingiamo la trappola. Ricerca libera, tutta, e didattica di qualità, per tutti.

 

Delega al Governo a trasformare radicalmente, senza passare dal Parlamento, il sistema nazionale di diritto allo studio, modificando le fasce di reddito degli aventi diritto, rafforzando il ruolo dei privati negli appalti delle case dello studente e implementando il prestito d’onore, che trasformerebbe generazioni di studenti in un esercito di indebitati cronici.

Tagli alle borse di studio, agli alloggi, alle mense: questo dobbiamo aspettarci dai futuri decreti Gelmini sul diritto allo studio, che il ministro potrà imporre senza alcun dibattito.

 

– Precarizzazione totale della ricerca all’interno dell’università, con le nuove norme sul reclutamento. Anche qui, tanto fumo: dietro alle chiacchiere sui meccanismi di selezione si nasconde la subordinazione della ricerca, che dovrebbe essere libera, alle logiche della precarietà e del mercato.

 

Data la situazione economica delle università italiane sono stati realizzati, sono in corso o si prevedono ovunque aumenti delle tasse. Tasse alte e privati negli organismi decisionali sono le principali caratteristiche degli atenei privati. Ciò vuol dire che entro nove mesi dall’approvazione della riforma tutte le università statali diventeranno di fatto private.

9 mesi di tempo, a partire dall’approvazione, e le nostre università diventeranno private, si tratta di un “parto” da impedire ad ogni costo, l’unica precauzione possibile è un movimento studentesco forte e continuativo, che blocchi facoltà e città.

 

Un paese come l’Italia di oggi, fortemente in declino sia dal punto di vista economico sia da quello civile e culturale, ha assoluto bisogno di conoscenza. La ricerca, la formazione, il sapere libero sono le uniche risorse di cui disponiamo e su cui possiamo costruire una speranza per il futuro. Crediamo davvero di poter uscire dalla crisi senza l’università pubblica?

 

Abolire l’università pubblica, come di fatto propone il governo, significa sostanzialmente rassegnarsi in maniera definitiva al declino del nostro paese e alla sconfitta della nostra generazione. Berlusconi, Gelmini e Tremonti ci chiedono di arrenderci, dare per persa la nostra battaglia per il futuro e mettere in liquidazione ciò che resta dell’Italia, lasciando che i loro amici si spartiscano il bottino tra le macerie.

 

No, grazie. Siamo arrivati al momento decisivo. Si tratta del più grande attacco mai subito dall’università italiana nella sua storia, vogliono chiudere per sempre il capitolo della didattica di qualità per tutti e della ricerca libera da condizionamenti economici ed ideologici.

O ci mobilitiamo adesso, o il prossimo ottobre non ci sarà più nessuna università da difendere.

Diamoci una svegliata. Il futuro ha bisogno di sapere libero, noi siamo qui per questo. Loro sono la crisi, noi la soluzione. Se la riforma sarà approvata, in 9 mesi sarà partorito il mostro della privatizzazione.

Impediamo il concepimento, l’unica precauzione in questo caso siamo noi. Protesta anticoncezionale!





Ambientiamoci!

30 04 2009

Vi segnaliamo questa bellissima iniziativa degli studenti di scienze, si tratta di un ciclo di incontri e documentari sull’ambiente che si terranno tutti i martedi’ sera di maggio!

volantino





workshop sulla Ricerca

29 03 2009

Vi segnaliamo e vi invitiamo a partecipare alla riunione di Ingegneria di Lunedì 30 marzo alle 18.00 in aula Fe al DEI.

Costruiamo assieme i Workshop sulla Ricerca

Siamo un gruppo di studenti e dottorandi dell’Università di Padova. Il
workshop è un’analisi sull’importanza della ricerca e delle
problematiche ad essa legate. Vogliamo intervistare, conoscere e
collaborare con chi fa ricerca in modo da costruire assieme un momento
di sintesi e di dibattito sulla stessa.
Il workshop si sviluppa attraverso la raccolta di materiale ed
interviste che possano portare alla stesura di un documento
riassuntivo sulla situazione attuale della Ricerca, nell’intenzione di
organizzare serate pubbliche per esporre il lavoro svolto con la
presenza di ospiti interni ed esterni all’Università.
Ci troviamo ogni lunedì alle 18:00, al dei, dipartimento di ingegneria
dell’informazione, l’edificio di via Gradenigo 6/A, Padova, in aula
Fe, primo piano, per costruire assieme il workshop sulla Ricerca.





Margherita Hack inaugura con noi il nuovo anno accademico!

7 03 2009

Il rettore Milanesi e i suoi virtuosi colleghi dell’AQUIS ci fanno sapere che sono un po’ meno critici di prima nei confronti dell’operato del governo dopo la “correzione” che salva le loro università dal tracollo finanziario (ma solo per il 2009, poi la situazione tornerà ad essere catastrofica), ringraziano noi studenti per averli aiutati ad ottenere un provvedimento che valorizza le università meritevoli e si apprestano ad agghindarsi per le rispettive cerimonie di apertura dell’anno accademico.

Obbiettivamente la cosa non ci va molto giù: non solo non si può considerare soddisfacente il DL180 ma non lo si può considerare nemmeno un passo avanti. E’ un evidente tentativo di divisione delle forze che si sono opposte alla manovra d’estate e, in buona o cattiva fede, pare che siano stati al gioco un po’ tutti.

Dov’è finita la proposta di non inaugurare l’anno accademico come atto di protesta? Non chiediamo al rettore scioperi della fame, ma almeno che alzi la voce quel tanto che basta per ricordare che il problema c’è ancora, che il sistema universitario è in crisi e che i nostri politici se hanno a cuore le sorti del paese devono cominciare ad occuparsene seriamente.

Per questo invitiamo tutti gli studenti dell’università di Padova a unirsi al corteo che partirà dal Liviano alle ore 9 di Lunedì mattina e terminerà a porta Portello dove ci sarà un dibattito pubblico al quale prenderà parte anche l’astrofisica Margherita Hack.

Non c’è nulla da festeggiare, ma molto di cui parlare!





Onda genovese!

28 02 2009

Questa mattina (28 febbraio 2009) in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico gli studenti dell’onda genovese hanno occupato l’aula magna dell’Università di Genova. In seguito allo sgombero hanno disturbato poi la relazione del rettore intonando slogan e sbattendo pentole e coperchi.

Qui il link al sito di repubblica: Università, L’Onda va all’assalto del rettorato





L’Università è laica

28 02 2009

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Venerdì 6 marzo si terrà al Liviano l’ incontro Etica nella Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali.

A differenza di quanto suggerisce il buon senso, i relatori di questo convegno non saranno i professori o i ricercatori che lavorano in questo campo: a parlare in merito sarà mons. Rino Fisichella, Presidente Pontificia Academia pro Vita, Città del Vaticano.

Certamente il monsignore, privo di qualsiasi titolo di studio anche lontanamente collegato all’argomento, non potrà garantire una trattazione obiettiva e scientifica, requisito che reputiamo fondamentale per un convegno proposto dall’università. All’assenza di scientificità, fatto già abbastanza grave di per sé, si aggiunge la mancanza di un possibile contradditorio. Non solo non è stato invitato alcun esponete che possa ribattere al monsignore, il rettore ha inoltre dichiarato che:

“L’Incontro aperto al pubblico “Etica nella Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali”, ha l’obiettivo di dare voce ad un Esponente di primo piano della Chiesa Cattolica sulle implicazioni etiche legate alla Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali”

Il magnifico sembra quindi dimenticarsi dell’interesse nell’approfondire un argomento così complesso affrontandolo nelle sue varie sfaccettature.

Riteniamo che questo convegno non abbia legittimità e sia una pesante offesa:

- ai professori, che, pur lavorando in questo campo da anni, non sono stati interpellati.

- agli studenti, che, seppur indirettamente, pagano con le loro tasse questo tipo di iniziative del tutto avulsi dall’ottica del sapere universitario

- all’Università stessa, trasformata da luogo per eccelenza di libertà e dibattito a teatrino di propaganda.

per questo invitiamo tutti

a boicottare tale incontro e a venire

lunedì 2 marzo in aula Vetrina (lettere)

per organizzare un contro-convegno o iniziative simili





La scienza in vetrina

25 02 2009

Riprendono le conferenze organizzate dalla facoltà di Scienza per protestare contro i tagli all’Università

Domani Giovedì 26 Febbraio 2009
ore 17:30
Centro Culturale San Gaetano, Via Altinate, 71

il prof. Piero Martin terrà un incontro sulla ricerca padovana sulla fusione nucleare, partecipate numerosi!

La locandina (.pdf)

Il volantino (.pdf)

Maggiori informazioni su questa e le prossime conferenze su il sito della facoltà di scienze





oggi ore 11.00 piazza Antenore!

11 02 2009

Una delle gravi conseguenze di quel che e’ successo e’ l’arresto di un giovane con le accuse di insulti a pubblico ufficiale.

Sara’ processato in direttissima stamattina e per l’occasione e’ stato organizzato un ritrovo alle 11 in piazza Antenore per far sentire la voce di chi si e’ sempre professato antifascista.
Siate numerosi!